Tari, il Pri: "Occorre mettere in atto tutto quanto possibile per ridurre i costi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"Nel ringraziare la Uil sempre attenta al tema tasse e tariffe e nel condividere quanto sottolineato dalla stessa organizzazione sindacale mi preme fare qualche ulteriore considerazione sul tema Tari, sempre utilizzando lo studio elaborato dalla stessa. Intanto la Tari non è una tassa ma una tariffa - che pertanto dipende interamente dai costi del servizio - ed è oltremodo sorprendente che in Italia sia applicata con valori assoluti così disomogenei. Il servizio a Belluno costa ai cittadini meno di un terzo rispetto ad Agrigento: non credo che vi sia altrettanta differenza in termini di qualità, anzi. Ma anche questo è indice di come vanno le cose in Italia. Venendo a Cesena, il confronto tra il costo del servizio nella nostra città e le altre indica che in quasi il 50% dei 100 comuni capoluogo esaminati viene applicata una tariffa inferiore e quindi se da un lato occorre riconoscere di essere sotto il valore medio nazionale, dall’altro è evidentemente possibile ottenere economie: occorre mettere in atto tutto quanto possibile per ridurre i costi e non pensare che i cittadini possano essere semplicemente vacche da mungere. Alla obiezione che la differenza è dovuta alla diversa qualità del servizio offerto, la domanda che sorge spontanea è come sia possibile che rispetto a centri vicini, ove il gestore è lo stesso e non vi dovrebbero essere nemmeno grosse differenze in termini di qualità, vi siano differenze così forti? Infatti a Rimini il servizio costa l’11% in meno, a Ravenna il 9%, per non parlare di Bologna (- 20%). Forse è ora di mettere a gara la gestione, togliendo ad Hera il monopolio, e non rimanere agganciati ad un carro solo perché questo distribuisce ai Comuni soci un utile a fine anno (complessivamente il margine operativo lordo del settore anno 2016 è stato pari al 24% dei ricavi, che è un ottimo risultato per l’azionista, certamente meno per chi paga il servizio)".   

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