Spinelli (Ncd): "Macfrut, Bologna non preme per averlo. Perché spostarlo?"

"Cesena Fiera è una società partecipata (credo al 70%) e credo che il Comune, socio di maggioranza, debba acquisire l'assenso del proprio Consiglio, trattandosi di una decisione strategica rilevante a livello di indirizzi e di perseguimento degli obiettivi comunali"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

La concreta possibilità di un trasferimento del Macfrut da Cesena ha ovviamente lasciato il segno, con molti pareri negativi espressi da associazioni, forze politiche, operatori del settore. Cesena verrebbe a perdere la manifestazione più importante del territorio, sostanzialmente senza contropartita, come ho già avuto modo di dire non appena appresa la notizia.
Il Sindaco ci informa che 32 espositori si sarebbero dichiarati a favore di un trasferimento a Bologna. Ci si chiede da quando l'amministrazione delega certe decisioni a un numero esiguo di imprenditori. Ci è stato detto allora che la decisione verrà presa dai soci di Cesena Fiera. Ma neppure questa modalità mi soddisfa. Ovviamente ho già convocato la prima commissione comunale sul tema, in qualità di presidente. Credo però che una decisione del genere debba necessariamente passare dal voto in consiglio comunale.

Cesena Fiera è una società partecipata (credo al 70%) e credo che il Comune, socio di maggioranza, debba acquisire l'assenso del proprio Consiglio, trattandosi di una decisione strategica rilevante a livello di indirizzi e di perseguimento degli obiettivi comunali. Basti pensare all'indotto per la città (si parla di 30-40 milioni). Inoltre, Cesena Fiera ha una convenzione con il Comune per quanto riguarda l'organizzazione della Fiera internazionale ed è evidente che il possibile trasferimento viene a incidere sui patti esistenti. Detto ciò, nessuno ci ha ancora detto il motivo per cui oggi Cesena sta discutendo del probabile trasferimento della sua Fiera. Non si sa.

Oggi ho partecipato a Bologna a un convegno dal titolo "insieme per la ripresa", in cui era presente Luciano Vecchi, assessore alle attività produttive della Regione. Ebbene, all'esplicita domanda sul perché Bologna non avesse una Fiera significativa per l'agro-alimentare, l'assessore ha spiegato che – cito – “non bisogna fare dappertutto le stesse cose, ma sono importanti le specializzazioni dei vari territori. Dobbiamo fare uno sforzo per ragionare in termini di sistema. Non è indispensabile fare tutto a Bologna" (bontà sua). Allora mi chiedo e chiedo al nostro Sindaco. Come concilia queste parole con quanto sta succedendo a Cesena? Perché per Cesena non vale il principio affermato, che mi pare condivisibile? Perché in Regione si parla in un modo e si agisce in un altro?


Stefano Spinelli
consigliere comunale NCD, gruppo Libera Cesena

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