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Stati Generali della cultura, Cambiamo: "Apertura alla città tardiva, molte decisioni già prese"

La lista civica: "Sacrosanto il dibattito e l'apertura alla città, peccato che gran parte delle decisioni importanti siano già state prese"

"Quando ci si apre alla città - per altro su un tema come quello della cultura che in passato è stato spesso sottovalutato e, a volte, gestito con logiche divisive - è sempre una bella notizia. Tuttavia, poiché questa amministrazione è abituata a raccontare le cose con tanti omissis e una copiosa dose di autoreferenzialità, un paio di considerazioni sorgono spontanee". Si apre così la nota del gruppo consiliare della lista civica Cambiamo dopo l'annuncio da parte dell'amministrazione dell'apertura di un nuovo percorso culturale sull'onda della proposta formulata a dicembre dal Partito Democratico. 

"In primis - secondo Cambiamo - questa modalità improntata sulla condivisione ed il coinvolgimento della città induce a chiedersi per quale enigmatica ragione non sia stato utilizzato il medesimo approccio anche nelle questioni di carattere economico legate all'emergenza pandemica che, al contrario, sono state gestite in maniera unilaterale, improvvisando tavoli virtuali e saltando a pié pari il reale confronto con la città. Questo ravvedimento nel metodo speriamo sia figlio di un'autocritica sincera che, soprattutto su certe tematiche, non dovrebbe mai ignorare la risorsa della concertazione.  Pur accogliendo con soddisfazione l'avvento di questo nuovo approccio, non possiamo tuttavia ignorare come tante scelte, in ambito culturale, siano già state prese e che dunque questa iniziativa arrivi un po' in ritardo. Il timore, infatti, è quello di andare a discutere solo dei dettagli quando le scelte sostanziali, quelle che contano davvero, sono già state ampiamente prese senza ovviamente alcuna possibilità di rinegoziazione".

"Ad esempio - dettaglia Cambiamo - si è già deciso d'imperio che il Museo della Città non si farà, che il 'polo della musica' andrà nel complesso del Mazzini, che la convenzione con Ert doveva essere rinnovata, così come il progetto sul museo archeologico è stato già ampiamente definito. Sono tutti macro-argomenti che, per la loro importanza strategica, dovevano essere oggetto di dibattito e di confronto e sui quali, invece, si è deciso di pronunciarsi in maniera unidirezionale. Insomma, il sospetto è che adesso vogliano chiederci il colore dei cerchioni quando l'auto è già stata scelta.  E invece sarebbe stato bello chiedere ai cesenati che cosa ne pensassero del prolungamento della convenzione con Ert, per altro rincarata nonostante la chiusura del teatro. O sarebbe stato interessante un confronto sulla destinazione d'uso di Palazzo Guidi e sui futuri indirizzi del conservatorio che ospiterà. Sarebbe stato forse utile conoscere il punto di vista di molte associazioni culturali sulla pinacoteca a Palazzo Oir o magari avviare un tavolo di confronto sul Museo della Città per il quale, invece, c'è stata una chiusura preventiva e zero possibilità di replica". 

"E siccome anche la musica è cultura - prosegue ancora la lista civica - l'auspicio è che almeno questa sia l'occasione per dibattere del futuro misterioso del Carisport che, insieme al Bonci, potrebbe essere uno dei contenitori vocati per la musica, un'arte che, in questi anni, è stata quasi bandita da Cesena, con uno scadimento dell'offerta e la perdita di tante prestigiose opportunità.  Ecco, su tutte queste tematiche, sembra finalmente arrivato il momento del confronto, con la postilla però che, su tante questioni, una decisione - non più negoziabile - c'è già.  Dunque, poiché esiste a Cesena un vivace mondo culturale, bisognerebbe interpellarlo sempre e non solo quando si ricevono critiche e lamentele che si cerca poi di zittire con il miraggio di un confronto aperto e democratico".

"L'ultimo auspicio - conclude Cambiamo - che formuliamo è che l'apertura di questo nuovo percorso culturale sia finalmente l'occasione per un reale coinvolgimento delle forze d'opposizione che, troppe volte, sono state tenute del tutto all'oscuro. Da questo punto di vista ci stupisce che la Commissione Consiliare non sia stata minimamente citata tra gli interlocutori naturali, come se quasi la si volesse tenere distante dal confronto. Speriamo non sia perché è presieduta da un esponente della minoranza".  

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