Spinelli (Ugci): "Lucchi non conosce la sussidarietà"

"Il recente intervento del Sindaco Lucchi sul tema della sussidiarietà rivela con grande chiarezza che questa parola è molto usata ma poco compresa da parte della cultura politica di sinistra."

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Il recente intervento del Sindaco Lucchi sul tema della sussidiarietà rivela con grande chiarezza che questa parola è molto usata ma poco compresa da parte della cultura politica di sinistra.

Innanzi tutto il Sindaco considera il Comune come l’unico soggetto abilitato alla programmazione,alla organizzazione e alla gestione dei servizi: è il “dominus” che decide con chi e come collaborare. Da questa concezione discendono due conseguenze metodologiche devastanti: la sussidiarietà intesa come supplenza,per cui dove non arriva il pubblico si promuove l’intervento del privato sociale; la sussidiarietà ridotta a convenzione con le imprese sociali,ridotta alla scelta di rivolgersi a risorse esterne come strumento per ridurre i costi dei servizi.

Per promuovere la sussidiarietà è necessario cambiare mentalità. Il Comune non è un soggetto che domina la realtà e la piega ai propri progetti,ma uno strumento al servizio della edificazione del bene comune. Questa edificazione del bene comune passa attraverso la valorizzazione di ogni persona e di ogni realtà sociale,in primo luogo della famiglia, che è in grado di mettere in gioco la propria creatività,la propria capacità di rispondere al bisogno. L’Ente Pubblico deve “sussidiare” questa libertà operativa ed eventualmente intervenire dove i soggetti sociali non riescono a organizzarsi. Non deve sostenere l’offerta alle famiglie, ma le famiglie nell’esprimere la loro domanda. E’ una supplenza inversa rispetto a quella che viene attuata ora; ed è quello che noi dobbiamo fare, per esempio, con la riduzione della tassazione (piuttosto che mantenere la tassazione alta per decidere se e quali servizi offrire). Inoltre può promuovere quella che viene chiamata la sussidiarietà circolare dove Ente Pubblico,imprese e terzo settore collaborano alla costruzione di una “Welfare society” che cerca risposte adeguate al bisogno.

Ma quarant’anni di una cultura amministrativa di sinistra hanno anchilosato la società civile e soffocato la responsabilità personale. La sussidiarietà senza la solidarietà potrebbe degenerare in particolarismo,ma la solidarietà senza sussidiarietà ha certamente prodotto un assistenzialismo che progressivamente ha spento la creatività. Questa impostazione ha determinato anche la trasformazione di gran parte del mondo del volontariato e dell’impresa sociale in una sorta di “parastato” che quotidianamente deve ricercare la benevolenza del “principe”.

Avremmo preferito che il Sindaco avesse raccontato anche una sola esperienza di vera sussidiarietà piuttosto che elencare una serie di numeri e di dati che non hanno niente a che fare con questa parola.

Stefano Spinelli

Arturo Alberti

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
CesenaToday è in caricamento