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Spinelli e Buonguerrieri (Fratelli d'Italia): "Il ddl Zan è inutile, ma anche pericoloso"

"La giornata contro l’omotransfobia è stata una passerella pubblicitaria del pensiero unico per l’approvazione del ddl Zan"

"La giornata contro l’omotransfobia è stata una passerella pubblicitaria del pensiero unico per l’approvazione del ddl Zan". E' quanto affermano Stefano Spinelli, responsabile regionale dipartimento istruzione Fdi e Alice Buonguerrieri, vicecommissario provinciale e commissario comunale di Cesena Fdi. 

"Noi invece siamo molto preoccupati per questo disegno di legge, che – come ormai dichiarato da molti commentatori non certo “di parte”, tra cui il costituzionalista Michele Ainis intervistato da Borgonovo – è non solo “inutile” ma anche “pericoloso”.  E la copertina dell’Espresso – un uomo “incinto” in prima pagina – ne è l’esempio più lampante. Nonostante i tentativi dei Fedez di turno, va infatti ribadito che l’obiettivo di questo DDL non è il rispetto delle persone. Con le leggi già in vigore, chi insulta o fa violenza contro una persona per via del suo orientamento sessuale o per il genere con cui si percepisce, è già punito e sono già previste aggravanti nel caso in cui si agisca per “motivi futili o abietti”. Con questo DDL si vuole perseguire l’imposizione di un pensiero unico, nella società ma anche a scuola, su identità di genere e orientamento sessuale". 

"Ai negazionisti della teoria gender (a quelli che dicono che tanto “il gender non esiste”) va ricordato che il ddl Zan definisce il gender e vorrebbe introdurne i principi in Italia (l’art. 1 dice: “per identità di genere si intende l’identità percepita anche se non corrispondente al sesso”). L’Ideologia gender è quella che distingue il genere dal sesso: a determinare il sesso non sarebbero i cromosomi x e y, ma la scelta della persona, indipendentemente dal suo sesso biologico. Posso decidere di essere maschio o femmina a seconda di come mi percepisco. E questa percezione può cambiare nel corso del tempo. Il DDL Zan stabilisce anche che è punito chi discrimina per motivi fondati sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere e quindi anche chi non condivide o non si adegua a detto modo di vedere le cose, o fa propaganda contro".

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