Cesenatico, il presidente del consiglio comunale Soragni vince in tribunale

Dichiara Soragni: "Viene finalmente messa la parola fine ad una infamante e denigratoria polemica politica costruita ad arte da chi antepone il livore, l'invidia e l'antipatia personale al bene comune della Comunità di Cesenatico"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

A seguito dell'udienza preliminare tenutasi in data 15 settembre presso il Tribunale di Forlì il Giudice Camillo Poillucci ha emesso Sentenza di non luogo a procedere, perche' il fatto non sussiste per il presidente del consiglio comunale di cesenatico Angelo Soragni. L'indagine nasceva, a seguito della annosa polemica portata avanti dal Consigliere Papperini, per oltre tre anni, circa la veridicità della residenza milanese di Soragni. Il Pubblico Ministero ha chiesto il non luogo a procedere. Da qui la caduta delle accuse.

Dichiara Soragni: "Viene finalmente messa la parola fine ad una infamante e denigratoria polemica politica costruita ad arte da chi antepone il livore, l'invidia e l'antipatia personale al bene comune della Comunità di Cesenatico ed al rispetto delle persone. Qualcuno ha volutamente architettato di infangare il mio nome e la mia onesta reputazione di cittadino, politico e avvocato rendendomi oggetto di una persistente e persecutoria gogna mediatica durata oltre tre anni con tanto di interrogazioni consiliari, insinuazioni e sospetti che nulla hanno di politico ma tutto di personale. Questa persona, Alberto Papperini, perde su tutta la linea. Ma soprattutto perde di credibilità. Ho dimostrato che ogni mia azione, ogni mio gesto, era legittimo ed inconfutabile per la Procura stessa e per il Giudice. L'atteggiamento da Giacobino rivoluzionario alla Robespierre del Consigliere pentastellato ha manifestato tutta la pochezza e la debolezza dell'azione politica dello stesso Papperini e del Movimento 5 Stelle che prima guardano a infangare gli altri piuttosto che svolgere quel giusto ruolo di controllo e di opposizione che gli competerebbe. Anzi, ha portato gli inquirenti ad un abnorme e sproporzionato spreco di denaro pubblico per cercare di costruire con pedinamenti alla mia persona e vari interrogatori una indagine che è durata oltre un anno ma che in definitiva, come cristallizzato dal Pubblico Ministero stesso, portava al solo esito di confermare, una volta per tutte, la mia integrità ed il mio onore di onesto cittadino e stimato amministratore nelle Istituzioni".

"Voglio ringraziare. innanzi tutto. personalmente i tantissimi cittadini di Cesenatico che mi hanno commosso per la vicinanza manifestata in tutta questa grottesca e fantozziana vicenda fin dal suo inizio. Inoltre, in qualità di Presidente del Consiglio comunale, un sentito ringraziamento va alle forze politiche della Città, al Sindaco ed ai Gruppi consiliari sia di maggioranza che di opposizione che non hanno cavalcato una sterile polemica che aveva tutta l'evidenza di essere costruita ad arte per portarmi ad un processo penale che poi fortunatamente non v'è stato posto che non v'era alcun dubbio della inesistenza delle infrazioni a me imputate dal Papperini. Come la storia insegna tutti i novelli Robespierre sorti e risorti finiscono poi per avere una indegna fine".

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