Sicurezza, movida e notti tranquille. Celletti (Lega): "Si può fare"

"Sicurezza, movida e notti tranquille per i residenti del centro storico. Per la Lega Nord la convivenza è possibile e anzi auspicabile, ma bisogna attivarsi subito con iniziative concrete che sono già in ritardo, di anni"

"Sicurezza, movida e notti tranquille per i residenti del centro storico. Per la Lega Nord la convivenza è possibile e anzi auspicabile, ma bisogna attivarsi subito con iniziative concrete che sono già in ritardo, di anni. Si parlava di conflitti fra la movida e i residenti del centro anche nella passata legislatura, con il sindaco Conti. Il problema, quindi, non è nuovo. Ma né durante la passata sindacatura e tantomeno con l’attuale Giunta si è fatto qualcosa. Anche molti operatori del settore hanno comunque delle responsabilità. Sicuramente quella di sottovalutare la necessità di trovare un punto di accordo con i residenti. I fastidi maggiori nascono, infatti, dagli schiamazzi di chi sosta fuori dai locali, dalle intemperanze dei troppi ubriachi che disturbano e compiono purtroppo atti di vandalismo anche gravi, nel disinteresse generale, compreso quello degli amministratori cittadini".

Lo ha detto Antonella Celletti, esponente della Lega Nord a Cesena in merito alla questione della movida cesenate, che tanto fa discutere in questi ultimi mesi.

"Di qui il senso di totale impotenza, di abbandono e di insicurezza delle persone, che poi può sfociare anche in gesti estremi come il famoso lancio di acqua e varechina dalla finestra. Dunque movida sì, perché comunque il centro non può essere abbandonato a un altro tipo di degrado, quello determinato dall’abbandono di quest’area a una frequentazione notturna ancora più inquietante di balordi, italiani e stranieri, ma una movida gestita, amministrata e controllata, in modo intelligente, ma senza sconti, anche per gli esercenti".

"Come Lega Nord, insieme a altri gruppi di opposizione (Pdl e Udc), abbiamo proposto la realizzazione di un progetto sinergico tra i proprietari/gestori dei locali, amministrazione comunale e forze dell’ordine, con risorse pubbliche e private, per istituire gli “steward della notte”, sull’esempio degli steward degli stati di calcio. Persone selezionate che presidino e controllino, durante le serate/notti ‘calde’, le zone della movida più a rischio, esercitando la loro funzione di affiancamento (e non di sostituzione) alle forze dell’ordine, con l’obiettivo di intervenire, controllare, prevenire, mediare le situazioni potenzialmente pericolose e che, in caso di reale necessità, possano far intervenire immediatamente le stesse forze dell’ordine" continua Celletti.

"Si tratta di una prima iniziativa (sposata poi da altri che hanno chiamato queste figure con altri nomi, tanto per distinguersi) che può essere accompagnata da subito da altre azioni, tra cui quella di maggiori obblighi per gli esercenti, la cui osservanza sia premiata con un sistema di incentivazioni da individuare. Obblighi come l’osservanza degli orari consentiti per l’emissione di musica, come il controllo dell’area fuori dal locale, soprattutto dal punto di vista di schiamazzi e intemperanze da parte dei clienti, ma anche da quello della pulizia, ecc. Per quanto riguarda la Giunta, il suo millantato “forte impegno” sul fronte movida e della sicurezza/tranquillità del centro storico non si è visto, né percepito".

"Vedi i tanti atti di intemperanza durante la cosiddetta notte di Halloween, con episodi di vandalismo in centro, come in periferia. Era prevedibile che sarebbe successo, ma non è stato fatto nulla. Ma già, a Paolo Lucchi piacciono i decaloghi, meno le azioni concrete. Dunque, non si tratta di militarizzare il centro, ma di essere previdenti e capaci di governare il territorio e i vari fenomeni: molti dei suggerimenti offerti anche dalle associazioni di categoria sono validi, ma gran parte di questi sono vaghi, con tempi di realizzazione troppo lunghi e con ricadute incerte. Noi chiediamo atti concreti e visibili da subito e regole chiare che diano la certezza ai residenti, come ai gestori e ai frequentatori dei locali, di vedere rispettati i loro diversi, ma non del tutto conflittuali, diritti" conclude Celletti.

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