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Sicurezza, Lucchi: "Evitare derive da sindaco sceriffo"

In questo quadro, voglio evitare le derive da “Sindaco sceriffo” – che spesso, in realtà, si traducono in roboanti ordinanze utili per i titoloni sui giornali ma, alla prova dei fatti, inapplicabili"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Oggi parlare di sicurezza significa porsi in discussione su uno dei temi più difficili in assoluto per ogni cittadino e, quindi, per ogni amministratore pro tempore della cosa pubblica. Per affrontarlo a mio parere servono almeno due consapevolezze: a Cesena, così come nel resto in Italia, non sono possibili ricette miracolistiche né scorciatoie; l’unico modo per muoversi seriamente, è quello di favorire un mix virtuoso – fatto di migliorata collaborazione tra le forze dell’ordine, sedi adeguate per chi opera nel campo della sicurezza, utilizzo accorto delle nuove tecnologie, partecipazione dei cittadini – al quale è bene che si lavori tutti assieme, senza quelle forzature partitiche che, giustamente, tanti respingono con forza.

D’altra parte i cittadini provano quella “ansia di giustizia e di legalità” (come l’ha definita il Procuratore della Repubblica Sergio Sottani in una delle assemblee organizzate in queste settimane presso le nostre scuole) che spesso, nella nostra realtà, si traduce in ‘paura della paura’, in un senso di vulnerabilità superiore al rischio effettivo. Questa condizione mette in pericolo – ed è una grave conseguenza - quel senso positivo d’appartenenza che da sempre fa da collante alla nostra comunità.

In questo quadro, volendo evitare le derive da “Sindaco sceriffo” – che spesso, in realtà, si traducono in roboanti ordinanze utili per i titoloni sui giornali ma, alla prova dei fatti, inapplicabili – cosa deve fare un Comune per uscire dalla “chiacchiera libera” sulla legalità e la sicurezza, svolgendo invece un ruolo attivo, verificabile da parte dei cittadini, utile a conquistare risultati concreti? Nel caso di Cesena a me pare che il libro maestro dell’impegno debba essere considerato il Programma di mandato. E ciò non solo perché i Programmi sono cose serie e vanno rispettati, ma perché sulla sicurezza gli impegni presi con la nostra comunità sono frutto di anni di collaborazione con Polizia, Carabinieri, Prefettura, e sono da loro condivisi, nell’ambito di un legame che, da solo, può far la differenza rispetto a territorio nei quali, invece, ognuno si muove lungo percorsi autonomi. E quindi meno efficaci.

Nel nostro Programma di mandato si legge: “Il territorio deve essere monitorato e controllato costantemente: è l’apporto indispensabile che Comune e Forze dell’ordine devono garantire per rendere i cittadini più tranquilli e sicuri nella loro quotidianità. Per sostenere nel modo migliore questo obiettivo, contribuire alla diffusione del valore della legalità e garantire le migliori condizioni di lavoro alle forze preposte, saranno realizzate in città le nuove sedi della Polizia, dei Carabinieri, della Polizia Municipale e della Protezione Civile. La creazione della rete cittadina in fibra ottica costituirà una ulteriore opportunità per la sicurezza, permettendo anche di supportare la collocazione di telecamere di video sorveglianza diffuse su tutto il territorio. Tale servizio, in particolare, sarà esteso sia in centro che nelle frazioni, attraverso l’installazione di una capace rete di telecamere, che potranno essere utilizzate anche per la tutela dei beni comuni e per ridurre l’abbandono improprio dei rifiuti. Inoltre, il problema della sicurezza della città e delle periferie deve essere affrontato anche con una azione di contrasto al degrado in tutte le sue forme e con una profonda valutazione, intervenendo sui fattori sociali che sono il terreno di coltura dei fenomeni di criminalità. Particolare attenzione dovrà continuare ad essere riservata al contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto sociale ed economico locale”.

A che punto siamo con ognuno di questi impegni?

1) Caserma dei Carabinieri: è stata inviata a Regione e Provincia la documentazione necessaria per sottoscrivere l’Accordo di Programma preliminare, su cui dovrà conformarsi la relativa variante urbanistica. Prima della pausa estiva il Consiglio comunale si esprimerà sul tale Accordo (comprendente anche il progetto definitivo della Caserma), che diventerà definito entro i successivi 6 mesi, necessari per adempimenti procedurali e di legge. E’ quindi presumibile che l’avvio del cantiere avvenga a metà 2017.

2) Commissariato della Polizia: esiste il progetto preliminare del nuovo Commissariato, da realizzare all’interno del CAPS. Le risorse necessarie (2.400.000 euro) sono già state stanziate dall’Agenzia del Demanio, che deve ora firmare la convenzione con il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Lombardia e l’Emilia-Romagna. La firma della convenzione, propedeutica all’avvio delle procedure attuative, è prevista non oltre il gennaio 2017.

3) Sede della Polizia Municipale: è in fase di approvazione il progetto esecutivo della nuova sede (con all’interno il “data center” del sistema di videosorveglianza) prevista nell’ex tribunale, dopodiché verrà pubblicato il bando di gara. L’aggiudicazione dei lavori è prevista nella seconda metà del 2016 e l’avvio del cantiere ad inizio 2017.

4) Sede della Protezione civile: la struttura è già stata realizzata nella zona artigianale di Torre del Moro. Sono in corso le procedure di gara per le opere interne, gli impianti e le finiture. L’obiettivo è di renderla operativa entro la fine del 2016;

5) Telecamere per il controllo della città: si sono conclusi gli incontri nei quartieri, dai quali sono scaturite diverse indicazioni per implementare il sistema di videosorveglianza. Come si ricorderà, è prevista l’installazione di circa 400 telecamere e per 50 di esse la scelta di ubicazione avverrà sulla base delle proposte dei cittadini. Il progetto è oggi in fase di revisione, e il passo successivo sarà la gara per il primo lotto (riguardante il cosiddetto “anello centrale”, che interessa i quartieri Centro Urbano, Cesuola e Fiorenzuola). L’avvio dei cantieri è previsto entro il 2016.

6) Nuovo impegno civico: le undici Assemblee nei quartieri di questa prima parte dell’anno, ci hanno insegnato che i quasi 1.000 cittadini partecipanti sono preoccupati ma che, in molti casi, sono pronti anche a impegnarsi in prima persona. Per questo stiamo elaborando un progetto di “impegno civico” che punterà a un maggior controllo sociale, utilizzando le reti di vicinato, i quartieri, le nuove tecnologie. Entro giugno il progetto sarà presentato e discusso con la città, per diventare operativo dal settembre 2016;

7) Contrasto al degrado e cultura della legalità: l’esperienza vissuta nelle nostre scuole – concretizzatasi grazie alla “3 giorni di festa della legalità” organizzata dalla Questura ed ai “Dialoghi sulla legalità”, tenutisi con il Procuratore Sottani, ci insegnano che nelle scuole cesenati è possibile costruire un modello di confronto, partecipazione, attenzione, grazie al coinvolgimento diretto dei nostri ragazzi. A partire da settembre 2016 diventerà uno dei leit motiv del rapporto tra l’Amministrazione comunale e le scuole cesenati.

E’ poco o è molto quel che stiamo facendo? Il giudizio tocca ai cittadini ed alle forze politiche.

A me resta solo da constatare un fatto difficilmente contestabile: molti dei nodi di Cesena rimasti irrisolti per interi lustri (penso alla nuova Caserma dei Carabinieri ed il nuovo Commissariato, in particolare) si stanno sciogliendo. Non è per caso, né per fortuna, ma grazie all’impegno congiunto e continuo dei nostri parlamentari locali (della Senatrice Mara Valdinosi, in pressing costante sul Ministero dell’Interno e dell’Onorevole Enzo Lattuca, che ha coinvolto al meglio l’Agenzia per il Demanio), del Prefetto Fulvio Rocco de Marinis, del Questore Salvatore Sanna, del Comandante provinciale dei Carabinieri Luca Politi e del suo predecessore, Adriano Vernole.

In questi anni, assieme, abbiamo provato a costruire un modello possibile di sicurezza diffusa, consapevoli che non sarà risolutivo per la nostra comunità, ma che potrà provare renderla meno indifesa delle città che confinano con Cesena. Mi auguro che il senso del nostro lavoro comune, alla fine di questo percorso, sia visibile anche per i cittadini.

Paolo Lucchi, sindaco di Cesena

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