Serinar vasta Romagna, "Procedere alla razionalizzazione e nell'integrazione con gli enti di Rimini e Ravenna"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Serinar é entrata tra i topic della campagna elettorale non per attivare un auspicabile confronto programmatico sulla mission della società, ma solo grazie ad una polemica politica sollevata dal NCD e Forza Italia, rincarata in maniera strumentale dal candidato consigliere Luca Ferrini, che afferma che la società "gestita dal Sindaco" non é altro che "il parcheggio di politici pensionati del PD". Ahimè, l'ultima critica denota scarso tempismo (Giordano Conti si è dimesso per fortuna da circa un anno), scarsa conoscenza della situazione finanziaria (il piano triennale di razionalizzazione, impostato dal Presidente Alberto Zambianchi, garantisce il pareggio di bilancio già nel 2016, a fronte di una diminuzione di contribuzione dei soci di maggioranza e Provincia, e anche la patrimonializzazione é ancora molto buona e rassicurante), e scarsa cognizione del percorso ventennale di Ser.In.Ar (Servizi Integrati d'Area Vasta). La società, dalla sua costituzione nel 1988, ha investito oltre 250 milioni di Euro, per portare l'Università in Romagna, collezionando altri bilanci in passivo, ma per deliberata scelta dei soci (Comuni e Casse di Risparmio di Forlì e Cesena, Camera di commercio e Provincia) che sceglievano di realizzare attraverso Serinar politiche di diritto allo studio, insediamenti abitativi per gli studenti, interventi per l'edilizia scolastica, collaborazioni con altri stakeholders del territorio per il trasferimento tecnologico, politiche di attrazione in Romagna dei migliori professori "bolognesi". Senza Serinar, oggi l'Università in Romagna non sarebbe una realtà, riconosciuta, consolidata e con punte di eccellenza didattica di livello nazionale.

Questa società partecipata é stata il principale braccio operativo, attraverso il quale si é potuto realizzare l'insediamento delle sedi decentrate dell'Università di Bologna (nella fattispecie di Cesena le facoltà di Agraria, Architettura, Ingegneria, Psicologia e Informatica), ed ha permesso in anni recenti il consolidamento dell'università nella fase del Multicampus (post-riforma Gelmini).

Qualcuno, che in passato ha lavorato per questo, se ne è dimenticato o ha cambiato idea.
Lo stesso Ferrini pare non sapere o aver cambiato idea, visto che si era speso sulla stampa locale- a nostro avviso sbagliando -per la causa di una Università di Romagna, staccata completamente dall'Alma Mater di Bologna. La domanda è: come si pensa di offrire i servizi agli studenti e al territorio romagnolo senza Serinar? Evidentemente la ricerca spasmodica di visibilità, sta giocando brutti scherzi.

Al contrario per noi, Serinar non va assolutamente cancellata, anzi ne va sostenuta l'evoluzione della mission, va proseguito il percorso dei razionalizzazione della dotazione di personale e della situazione finanziaria, avviata meritoriamente dal Presidente Zambianchi, e semmai va rimproverato al Sindaco Lucchi di aver sbandato negli ultimi anni, dando in più occasioni segnali di voler dismettere l'impegno del Comune di Cesena in Serinar, forse perché il Sig. Sindaco soffre troppo la competizione coi cugini forlivesi, che chiaramente stanno facendo meglio di noi sulle politiche per l'Università.

Per noi Liberaldemocratici per Cesena, l'Università in Romagna rappresenta oggi uno tra i principali motori, su cui puntare per far ripartire l'economia del nostro territorio, lungo traiettorie di sviluppo ad alto valore aggiunto per le imprese. Un volano per aumentare l'occupazione giovanile e l'inserimento di professionalità elevate nel tessuto produttivo e manifatturiero della Romagna.

Noi auspichiamo il potenziamento della Serinar in due direzioni: primo, favorire la creazione di un unico Ente di sostegno tra Comuni, Fondazioni e Camere di commercio di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini: creare davvero una "Serinar VastaRomagna", attraverso la fusione con Uniturim (Rimini) e Flaminia (Ravenna), capace di far fronte comune nei rapporti con Bologna a tutela dell'autonomia del Multicampus della Romagna. Secondo, favorire un nuovo ruolo di "ponte tra Università e imprese", in cui siano rafforzati i progetti di trasferimento tra questi due mondi, come si sta giustamente sperimentando con l'incubatore CesenaLab. La Serinar 2 dovrà essere maggiormente impegnata a garantire (sia con funzioni proprie, sia attraverso il coordinamento dei soggetti del territorio già attivi e partecipati dal Comune) che i risultati della ricerca applicata, siano realmente trasferiti alle imprese del nostro territorio, affinché l'Università sia davvero uno dei motori di rilancio dell'economia romagnola.

"Idee, non schieramenti" non è solo uno slogan, ma è il nostro modo principalmente di affrontare con raziocinio e senza pregiudizi le questioni del nostro territorio, senza perdere mai di vista i nostri valori fondanti. Peccato che altri sembrino più dei pugili frastornati, che picchiano in tutte le direzioni prima di finire al tappeto.

Paolo Montesi

Consigliere comunale e Capolista dei Liberaldemocratici per Cesena

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
CesenaToday è in caricamento