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Si litiga nella "cosa rossa", SI contro Mdp: "Hanno sudditanza al sindaco"

"Crediamo sia importante continuare a costruire la sinistra, le idee che stanno coi lavoratori, ma non ci illudiamo che un PD renziano, autoritario e troppo vicino al potere possa essere recuperato"

Se a livello nazionale è sempre più profondo il solco tra Partito Democratico e Mdp di Pierluigi Bersani, a Cesena si litiga anche dentro la “cosa rossa” che dovrebbe nascere a sinistra con Mdp come polo aggregativo. A sparare sui bersaniani è Ermes Zattoni, Segretario provinciale di Sinistra Italiana: “Mdp di Cesena ha inviato un documento in merito agli argomenti “presi a prestito” dalla giunta come se fossero stati una loro elaborazione, ed invece elementi proposti dal lavoro comune che, come Sinistra Italiana, Possibile e MDP – Art. 1 di Cesena, avevamo invece impostato per permettere di aprire una discussione nella città e nel Consiglio Comunale. Uno sgarbo? Una sudditanza ideologica che costringe a dire proprie le posizioni altrui per poter dire qualcosa di Sinistra? Aver accolto una buona idea? Sono tutte argomentazioni che possono far pensare. Noi ci aspettavamo qualcosa del genere da questa giunta. E siamo contenti per le 750 famiglie che vedranno ridotte le proprie rette, o per l’osservatorio sul lavoro nero e contro il caporalato”.

Ad onore del vero il comunicato di Mdp attribuiva i meriti anche alle formazioni politiche alleate. Ma per Zattoni non è sufficiente: “Facciamo però notare che, nella nostra proposta originale si parlava anche di mettere regole chiare al Comune per sospendere finanziamenti di ditte coinvolte col caporalato, e di obbligare il Comune di Cesena a predisporre appalti pubblici che prevedano la costruzione di regole contro il caporalato stesso e la riduzione dei diritti a causa di appalti giocati al continuo ribasso economico e senza regole di garanzia per i lavoratori, e a dare all’amministrazione l’obbligo di costituirsi parte civile nei processi contro caporali e gestori di aziende implicate nello sfruttamento degli uomini, in quanto attori attivi di un danno ai propri cittadini”.

E “ancora, oltre ad una più corretta rimodulazione delle rette, chiedevamo anche un rilancio della partecipazione attiva dei genitori, degli insegnanti, per riprendere un percorso di gestione sociale e partecipata che facesse del decidere insieme un punto portante della politica di integrazione sociale e di costruzione di una comunità. Per questo, pur di fronte ad atti utili e importanti, ci riteniamo insoddisfatti di tale gioco, che mostra alcuni atti positivi, ma li mantiene lontani dal rispetto dei cittadini, considerati come sudditi da una giunta che sa sempre cosa fare, magari con confusione, imprecisione o scippi di idee a metà. Crediamo sia importante continuare a costruire la sinistra, le idee che stanno coi lavoratori, ma non ci illudiamo che un PD renziano, autoritario e troppo vicino al potere possa essere recuperato. Crediamo sia ora che la Sinistra faccia la Sinistra, lavorando ancora insieme, ma che il PD sia ormai un’altra cosa dalla sinistra”.

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