Sabato, 13 Luglio 2024
Consiglio comunale

Lattuca bis, primo consiglio comunale: il presidente è Filippo Rossini, la vicepresidenza a Sirotti Gaudenzi

“L’articolo 3 della Costituzione - ha affermato il neo presidente del Consiglio comunale - sia la rotta privilegiata da intraprendere insieme"

È Filippo Rossini il nuovo presidente del Consiglio comunale di Cesena. Nato a Cesena il 25 luglio 1992, Rossini dal 2017 lavora presso una cooperativa di servizi. Eletto al Consiglio comunale per la prima volta nel 2014, dal 2016 al 2019 ha ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione Servizi Sociali e Sanità. Rieletto nel 2019, dal 2021 al 2024 è stato capogruppo consiliare del Partito Democratico. Membro della Segreteria di Federazione e della Direzione Territoriale del Pd dal 2021, dal 2022 è Segretario del Circolo Pd-Oltresavio. È stato rieletto alle elezioni amministrative 2024 tra le fila del Pd. Il consigliere Enrico Sirotti Gaudenzi del Gruppo Lega è invece stato eletto vicepresidente del Consiglio comunale. Già consigliere nella precedente legislatura (2019-2024), Sirotti Gaudenzi è un avvocato cesenate, segretario provinciale della Lega e presidente di prima commissione.

VIDEO - La prima seduta del Consiglio comunale

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“È con profonda emozione che mi appresto a rivolgere a voi tutti come da consuetudine ormai consolidata un breve saluto. ‘Celebrare i settantotto anni della nascita della Repubblica Italiana richiama i valori della nostra identità e di una Costituzione lungimirante e saggia frutto della straordinaria rinascita che prese le mosse dalla lotta di Liberazione. Indipendenza e libertà sono conquiste che vanno difese ogni giorno, in comunione di intenti e con la capacità di cooperare per il bene comune’. Con queste parole – ricorda Rossini – il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale rivolgo il mio più deferente omaggio, ha aperto le celebrazioni del 2 giugno di quest’anno. In questi sentimenti, così nitidamente espressi, è contenuto il senso profondo di un impegno politico mio e credo di voi tutti in quest’aula. Il 2 luglio 1987 Nilde Iotti fu eletta per la terza volta presidente della Camera dei Deputati. A quella tradizione politica della quale buona parte di noi sono indegni eredi va il mio più profondo rispetto. La nostra è una democrazia forte e salda, come robuste e salde sono le nostre istituzioni. Guardando i fatti, i fatti che avete determinato voi, Sarebbe non giusto non riconoscere che sono stato eletto prevalentemente dalla maggioranza politica che ha vinto le recenti elezioni. Vengo da una comunità politica, però, che sin da subito, insegna alcuni concetti fondamentali. Chi fa politica nelle istituzioni, ad ogni livello, deve essere disponibile e pronto a farsi giudicare e misurare quotidianamente. Le istituzioni vengono prima, e rimangono dopo, di chi è chiamato pro tempore ad occuparle, delle legittime convinzioni, delle legittime battaglie, delle proprie legittime ambizioni”.

“In un dialogo fermo e costante – prosegue – sarò con imparzialità il Presidente di tutti voi, con grande attenzione e rispetto per le prerogative della maggioranza e per quelle delle opposizioni, come deve essere in una vera democrazia. Con queste convinzioni, e non sottovalutando le difficoltà, mi appresto a svolgere il compito a cui mi avete chiamato. Mi rinfranca tuttavia la profonda certezza di non essere solo, so di poter contare su una struttura amministrativa di alto livello, dimostrato in varie e frequenti occasioni. So anche di poter contare su un folto gruppo di ex Presidenti. Rita Ricci, Simone Zignani, Andrea Pullini, Nicoletta Dall’ara, ai quali non mancherò a partire dalla giornata di domani di chiedere consigli e suggerimenti. Permettetemi però una menzione speciale. Ho iniziato il mio impegno politico quando ero molto giovane, ed ho avuto la fortuna di vedere all’opera tutti i presidenti che ho citato. Una in particolare però ha avuto ed ha un peso imponente sulla mia formazione umana e politica: a Ines Briganti, che ha magistralmente retto questa assise in anni molto diversi da quelli in cui oggi viviamo, rivolgo il saluto più affettuoso di cui sono capace.

“Il Consiglio Comunale come luogo anche di contrapposizione tra diverse culture politiche e movimenti civici, ma con al centro valori e sentimenti condivisi, il luogo del confronto tra idee diverse, certo, ma anche della ricerca e della costruzione, insieme, delle migliori soluzioni per la nostra città - continua -. In altre parole, Rendere possibile ciò che è necessario. Le assemblee elettive, tutte, attraversano una crisi sistemica. Per quanto ci è dato di fare, abbiamo tutti il compito di ricostruire quel filo fondamentale tra eletti ed elettori o, se meglio volete, tra cittadini e politica, imprescindibile se si vuole assolvere degnamente ai compiti di rappresentanza senza smarrire il senso di realtà. È per questo che appare sbagliato tentare di arretrare su improbabili centralizzazioni. La sussidiarietà è un valore consolidato”.

“Certamente le autonomie territoriali presentano criticità, ma non può esistere una indispensabile messa a punto del sistema delle autonomie senza uno sguardo che le consideri nell’insieme, e cioè nelle relazioni fra loro e lo stato nazionale. Tutto ciò merita davvero un confronto serio e impegnativo. Sarebbe un fatto estremamente importante se un giorno potessimo dire che dall’inizio alla fine della nostra battaglia politica, comunque ci siamo chiamati e qualunque forma abbiamo dato alla nostra attività politica, noi abbiamo servito e siamo serviti per difendere le persone, per garantire la libertà degli individui e la democrazia nel nostro paese. Una chiave, per tradurre in pratica tutto ciò, può essere l’integrazione fondamentale tra due concetti che rappresentano la base e l’orizzonte delle mie convinzioni. Eguaglianza ed Equità, che non sono affatto sinonimi ma complementari. L’eguaglianza è nei diritti, l’equità è l’insieme degli strumenti che rendono accessibili a ciascuno quei diritti di eguaglianza”. “L’articolo 3 della Costituzione - conclude il presidente del Consiglio comunale - sia la rotta privilegiata da intraprendere insieme. Con questo auspicio, rivolgo di nuovo ad ognuno di voi un augurio affettuoso di buon lavoro”.

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