Scuole, la Lega interroga la giunta Bonaccini: "Stop al progetto degli istituti unici"

Lo chiede Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega, che sulla questione ha presentato un'interrogazione in Regione

"Uno stop di riflessione sull'ipotesi di riorganizzare il sistema scolastico cesenate sul modello degli Istituti comprensivi, quel modello organizzativo verticale che comprende la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado". Lo chiede Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega, che sulla questione ha presentato un'interrogazione in Regione. "Circolano voci insistenti sul fatto che la Giunta Lucchi stia riprendendo questa ipotesi, già accantonata negli anni passati - esordisce l'esponente del Carroccio -. Sul progetto, tuttavia, applicabile, a quanto si dice, nell'anno scolastico 2019-2020, non ci sarebbe stato un adeguato confronto pubblico, con l'obiettivo di ascoltare e raccogliere pareri e contributi. Un malvezzo, questo, tipico degli amministratori e degli esponenti Pd che, nonostante le batoste elettorali dovute, in parte, alla loro ormai proverbiale estraneità alle esigenze della gente, continuano a calare dall'alto decisioni e progetti per lo più sgraditi ai diretti interessati".

"Proprio come questo progetto di riorganizzazione che, pur idoneo alle specificità delle aree di alta collina e montagna per mantenere presidi scolastici significativi in termini numerici e di qualità, non è altrettanto adeguato a una realtà come quella di Cesena - continua Pompignoli -. La riorganizzazione, infatti, non comporterebbe alcun vantaggio provato, né in termini di contenimento della spesa, né di economie di scala, né di qualità dell'offerta, né di continuità didattica. Non è, infatti, con questo tipo di organizzazione, più burocratica che mirata alla qualità formativa, che si risponde al diritto di ogni alunno di avere un percorso scolastico unitario, organico e completo. Una riorganizzazione, quindi, disegnata a tavolino, senza un'adeguata valutazione delle ricadute che comporterebbe per gli scolari più giovani e per le loro famiglie e senza che siano state addotte ragioni a sostegno del cambiamento di una situazione che comunque oggi funziona".

"Al contrario, sembra che il progetto comunale prospetti casi di accorpamenti/smembramenti irrazionali, sia sul piano della logistica e della vicinanza territoriale, sia su quello di collegi docenti già collaudati a lavorare collegialmente con ottimi risultati - conclude -. Tra le criticità della riorganizzazione anche l'impossibilità per un dirigente unico di rispondere adeguatamente alle problematiche tra loro diversissime delle scuole materne, elementari, secondarie di primo grado e la possibile perdita della qualità del lavoro, con un appiattimento verso il basso. Oltretutto senza alcuna prospettiva di effettivo risparmio, visto che l'apparato amministrativo dovrebbe comunque essere mantenuto per rispondere all'aumentata complessità e che, almeno in Emilia-Romagna, non si registra un'eccedenza di dirigenti scolastici, ma una carenza a cui si deve rispondere con nuovi concorsi".

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