Sciopero per il clima, Davide Fabbri: "Mobilitazione giusta e necessaria. Stop ai nuovi ipermercati"

"Una mobilitazione di ragazzi e studenti, giusta e necessaria", esclama Fabbri, che da almeno quindici anni si occupa di cambiamenti climatici

Venerdì parteciperà allo sciopero per il clima anche il candidato sindaco di "Cesena in Comune" e blogger indipendente Davide Fabbri. "Una mobilitazione di ragazzi e studenti, giusta e necessaria", esclama Fabbri, che da almeno quindici anni si occupa di cambiamenti climatici. "Da ecologista storico, scenderò in piazza, farò il corteo dalla Stazione ferroviaria fino a Piazza del Popolo di Cesena, assieme a tanti ragazzi interessati (questa è la speranza) ad occuparsi direttamente (e non mediaticamente) delle politiche dei cambiamenti climatici", afferma Fabbri.

"Le mobilitazioni di venerdì in tutto il mondo (compreso Cesena) non devono essere caratterizzate da generiche, superficiali e indistinte "melasse" ecologiste - sostiene il candidato sindaco -. La speranza è che possa essere l'inizio di un percorso di protagonismo ecologista di una nuova generazione di giovani che vogliono prendere in mano la situazione.  E non un fermento estemporaneo puramente mediatico condizionato dai social-network come Facebook. Occorre impegnarsi individualmente e collettivamente (e non solo un venerdì mattina per stare lontani dall'impegno scolastico) per rivedere l'attuale modello di sviluppo insostenibile, economico - commerciale e produttivo, responsabile dei cambiamenti climatici, basato sull'uso di petrolio e sui combustibili fossili"-

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Esterna Fabbri: Desidero continuare a dedicare impegno per una nuova politica energetica, che deve basarsi su energie rinnovabili, a partire dal sole, su risparmio ed efficienza energetica. A livello locale, ad esempio, occorre battersi contro le gravi responsabilità di chi ha deciso di realizzare nuovi ipermercati; occorre battersi contro la realizzazione di nuovi ipermercati: la grande distribuzione commerciale, uccidendo di fatto la rete del piccolo commercio, sta prosciugando alle radici il sistema locale di produzione e commercio, distruggendo la micro-imprenditorialità. Il modello ipermercato non contribuisce in alcun modo a migliorare la qualità della nostra città, ma aumenta il traffico, la cementificazione del suolo, la produzione di rifiuti e la riduzione della qualità dei prodotti. Dettaglio non insignificante".

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