Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Sciopero della parola dell'opposizione, il Pd: "La situazione deve sbloccarsi"

“Rinnovo l’appello alle opposizioni per tornare a fare politica nei luoghi deputati: la partecipazione è forse una scelta, ma la rappresentanza è un dovere"

“Rinnovo l’appello alle opposizioni per tornare a fare politica nei luoghi deputati: la partecipazione è forse una scelta, ma la rappresentanza è un dovere. Su questo il PD si conferma un serio partito di governo”: lo dice Fabrizio Landi, segretario territoriale Pd, in merito al perdurante “sciopero della parola”, con i consiglieri di opposizione che hanno scelto di presenziare ma non intervenire nei dibattiti in Consiglio Comunale e nelle sedi dell’Unione. I consigli diventano così dialoghi a sensi unici della maggioranza, proprio in un momento in cui c’è da discutere su bilancio 2017 e nuovo ospedale.

L’ “Aventino della parola” è stato messo in atto dopo la bufera politica che ha riguardato l’assessore Tommaso Dionigi e la società Habenas, su cui il Comune non ha fatto neanche una minima retromarcia. La protesta dell’oppozione è quindi contro la “sordità” della maggioranza. Scrive Landi al segretario regionale del PRI Luca Ferrini, che è intervenuto sulla questione: “Non stupirà che il PD concordi sul fatto che, per il bene della comunità, la situazione deve sbloccarsi. Si tratta infatti della medesima posizione, accompagnata da un invito a tornare al confronto politico ed istituzionale, già espressa in due diverse occasioni: prima attraverso il capogruppo Davide Ceccaroni, poi con il Segretario comunale del PD di Cesena Paolo Zanfini, che si sono aggiunte agli appelli del Sindaco Paolo Lucchi e del Presidente del Consiglio comunale Andrea Pullini”.

“Sul merito della riflessione di Ferrini sul nuovo ospedale, non posso che apprezzare la capacità di inserire il progetto all’interno di un quadro ampio di Area Vasta, all’interno del quale Cesena deve giocare un ruolo di grande rilevanza. Ciò significa – ed emerge nel ragionamento di Ferrini – avere la capacità ed il coraggio di abbracciare una visione strategica, che espanda la propria prospettiva in un orizzonte pluridecennale. Il progetto definitivo sarà il frutto di nuovi ed ulteriori momenti di confronto, ma ad oggi il lavoro svolto ha portato l’Asl Romagna a mettere a disposizione una propria proprietà, che risponde in tutto alle caratteristiche individuate dal Comitato per l’ospedale: caratteristiche dimensionali (22 ettari, contro i 14 dell’attuale “Bufalini”), di collocazione (è a ridosso dell’Autostrada A14 ed a pochissimi chilometri dall’E45), di struttura (è totalmente pianeggiante), di proprietà (appartiene interamente all’Ausl). Credo sia evidente quindi che non si sia al punto zero, ma a valle di un confronto serratissimo con la città”.

“Ciò nonostante, ben comprendendo la positiva volontà di approfondire rilanciata da Ferrini, gli stessi Consiglieri comunali hanno un compito di assoluto rilievo, in quanto la seconda Commissione consigliare (che è l’organo deputato agli approfondimenti per conto del Consiglio comunale) sarà il luogo in cui tutti gli aspetti di carattere urbanistico dovranno venire toccati, vagliati ed analizzati. Ma la commissione consigliare è uno degli organismi istituzionali in cui viene attuato il cosiddetto “Aventino della parola”. Chiedo quindi all’amico Ferrini se la sua posizione sia condivisa anche dal PRI di Cesena – e quindi da parte della coalizione di Libera Cesena. Se così fosse, ne saremmo lieti, in quanto si riavvierebbe un normale percorso di confronto democratico. Rispondo quindi alla chiamata in causa verso PD: il confronto sull’ospedale è un passaggio di grande rilevanza per il futuro della città, che inevitabilmente dovrà snodarsi anche all’interno delle istituzioni. A questo il PD non si è mai sottratto, sviluppando un confronto vivace anche al proprio interno”. 
 

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