Scarpellini (Cambiamo): "Prima di chiedere aiuto agli agricoltori rispettare le scadenze"

Saldo dei contributi Pac e risarcimento danni da fauna selvatica: "Perché in questa fase di emergenza economica quei soldi ancora non arrivano?"

"Di agricoltura, di solito, si parla solo in campagna elettorale. Fateci caso, da destra a sinistra, nei programmi politici dei candidati, cinque righe 'copia e incolla' al mondo agricolo non si negano mai. In questi giorni di Covid-19, però, si è tornati sorprendentemente a parlare di agricoltura e così, con la stagione turistica a rischio, siamo diventati all'improvviso un prezioso orizzonte occupazionale per tanti lavoratori stagionali. Come sempre, anche stavolta, faremo la nostra parte, ma se davvero il mondo agricolo deve diventare un punto cardinale nella ricostruzione di questo paese, è necessario che il Governo cominci, da subito, a trattarci in maniera diversa".

Inizia così la nota di Alberto Scarpellini, membro del direttivo della lista civica Cambiamo, la stessa che - pochi giorni fa - aveva chiesto al Comune di Cesena l'istituzione di una piattaforma gestionale per mettere in contatto la stringente domanda di manodopera delle aziende agricole con la richiesta di migliaia di stagionali che, con ogni probabilità, resteranno senza lavoro. 

"Le gelate della scorsa settimana - spiega Scarpellini - hanno un po' cambiato lo scenario. Molte aziende della provincia si sono ritrovate con i raccolti devastati e dunque di quella manodopera non avranno più bisogno. Tuttavia, il problema è attuale perché gli stranieri impiegati nelle nostre aziende, almeno per il momento, non possono raggiungere l'Italia. Dunque, anche se non si riuscirà mai ad assorbire completamente tutti i lavoratori del turismo, le aziende agricole possono comunque rappresentare, in questa fase, una sponda importante". 

Ma per investire in nuove assunzioni, le imprese agricole chiedono più attenzione al Governo: "Forse qualcuno si è dimenticato - prosegue Scarpellini - che alcune aziende del territorio devono ancora ricevere il saldo dei contributi Pac del 2019. Non stiamo parlando di bonus emergenziali o di contributi extra, ma di risorse che ci spettano di diritto. E allora per quale ragione, in una fase così delicata, la Regione quei soldi ancora non ce li ha inviati? Lo stesso discorso vale per i risarcimenti danni da fauna selvatica, anche quelli del 2019. Visto che parliamo di somme già quantificate ed iscritte nei bilanci, perché la Regione o gli Ambiti Territoriali di Caccia non ce li liquidano? In particolare, sappiamo con ragionevole certezza che gli ATC già dispongono di quelle cifre, per cui, come coltivatori, ci siamo sempre chiesti per quale ragione quei soldi debbano restare parcheggiati per così tanto tempo nel conto corrente dell'ente. Non si tratta, lo ripeto, di stanziare cifre supplementari, ma più semplicemente di onorare gli impegni assunti". 

Ma al di là delle scadenze pregresse, la lista civica Cambiamo -lancia una nuova proposta: "Considerati i problemi endemici legati alla cimice asiatica, alle gelate, alla carenza strutturale di manodopera, alla querelle sull'Imu per i terreni agricoli e ai discutibili criteri di assegnazione delle risorse del Psr (Il piano di sviluppo rurale), a nostro giudizio - spiega Scarpellini - andrebbe subito ripristinata la Consulta Agricola, ovvero quell'organo in cui i sindacati sottopongono all'amministrazione comunale i problemi più stringenti ed indicano le relative proposte che poi il Comune porta ai tavoli competenti. Sarebbe un segno di attenzione nei confronti di un comparto sempre ignorato e che, invece, mai come in questo momento, potrebbe avere un ruolo strategico nella ripresa economica del post-pandemia". 

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"Negli ultimi 5 anni - conclude Scarpellini - solo per citare qualche dato, le imprese agricole nella nostra provincia sono calate di quasi un 20% senza alcun ricambio generazionale. Questo vuol dire che il settore ha perso sostenibilità economica e che l'ente pubblico non è mai stato in grado di fornire quel supporto che la categoria si aspettava. Se oggi qualcuno ci chiede una mano, non ci tireremo certo indietro. Ma per farlo abbiamo bisogno di prospettive più solide. In atre parole, abbiamo bisogno che, almeno questa volta, lo Stato non ci lasci soli". 

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