Savignano celebra un 75esimo della Liberazione che rimarrà nella storia

Le iniziative dell’Amministrazione comunale per il 75esimo anniversario della Liberazione

“Non possiamo incontrarci ma possiamo sentirci”. Così il Sindaco di Savignano sul Rubicone Filippo Giovannini ha salutato i concittadini dal suo profilo facebook tramite il quale oggi, sabato 25 aprile, ha condiviso le celebrazioni per il 75esimo anniversario della Liberazione iniziate con la posa della corona “in solitaria”. Il primo cittadino, alla sola presenza di Gianluca Masini di Anpi, sezione del Rubicone, ha omaggiato i Caduti i cui nomi sono scolpiti sulla lapide posta sotto il portico del palazzo municipale. Quindi tramite i canali social del Comune è stato diffuso il discorso del Sindaco Giovannini, l’intervento della Sindaca dei ragazzi Caterina Garattoni e  il video realizzato da una quindicina di giovani savignanesi su progetto  ideato dal consigliere comunale Gian Paolo Gobbi che ha messo in dialogo il gruppo di giovani savignanesi con altrettanti giovani protagonisti della Resistenza, autori delle “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”, testo a cura di Pietro Malvezzi e Giovanni Pirelli.

 “Oggi ci troviamo a celebrare il 25 aprile – ha esordito il Sindaco Giovannini nel suo discorso -  in una modalità particolare e straordinaria, come straordinario è il periodo che stiamo vivendo. Voglio ringraziare il consigliere comunale Gianpaolo Gobbi, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e altri ragazzi di Savignano, per i contenuti proposti che creano un parallelismo tra i giovani di allora, della Resistenza, e i ragazzi di oggi…penso di non sbagliare se dico che questo sarà un 25 aprile che tutti ricorderemo per una particolare assonanza con il 25 aprile di allora: ci sentiamo anche adesso privati della nostra libertà, ma lo facciamo per una coscienza collettiva alla quale ho più volte fatto riferimento nei miei interventi, perché stiamo dimostrando di essere un Paese che riafferma gli stessi valori affermati 75 anni fa.. Sono orgoglioso di essere il Sindaco”.

 “Io non so molto di quegli anni, non ho vissuto la guerra, non ho provato la fame – ha detto Caterina Garattoni - ma immagino che i nostri nonni allora fossero bambini come me. Quei nonni che hanno lottato per questa nostra Italia democratica, e che oggi vediamo fragili e indifesi. Ora tocca a noi: siamo noi giovani che in questi giorni dobbiamo resistere e lottare pazientemente all’interno delle nostre case. È proprio in queste ore così dolorose che riscopriamo il valore dell’unità, della solidarietà, dell’eroismo, di chi in ogni momento rischia la propria vita a favore degli altri”.

 “I ragazzi autori delle lettere che vi proponiamo – ha detto il consigliere Gobbi nel presentare il video -   sono entrati nella storia allo stesso modo dei partigiani che hanno lottato sulle nostre colline. Hanno fatto una scelta consapevole. Da questi scritti nella loro semplicità impariamo che l’uomo è condannato alla libertà, condannato ad una libertà consapevole”. Nel momento in cui si scrive le visualizzazioni dei contenuti sono circa 4.500.

DISCORSO  DEL SINDACO FILIPPO GIOVANNINI

“Buongiorno a tutti.

75 anni fa l’Italia è stata liberata dal nazifascismo, da un regime prepotente che ha fatto del sopruso, della violenza e della mancanza di democrazia i suoi tratti caratterizzanti. A questo si è contrapposta l’idea di libertà, e si sono gettate le basi per la nostra democrazia repubblicana.

Oggi ci troviamo a celebrare il 25 aprile in una modalità particolare e straordinaria: vedrete infatti che pur essendo solo noi (ndr sindaco e Gianluca Masini di Anpi - sezione Rubicone) – come sapete siamo costretti a non uscire di casa – ci saranno contenuti multimediali molto interessanti. Per questo voglio ringraziare il consigliere comunale Gianpaolo Gobbi, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e altri ragazzi di Savignano, che hanno realizzato contenuti che creano un parallelismo tra i giovani di allora, della Resistenza, e i ragazzi di oggi.

Penso di non sbagliare se dico che questo sarà un 25 aprile che tutti ricorderemo per una particolare assonanza con il 25 aprile di allora: ci sentiamo anche adesso privati della nostra libertà, ma lo facciamo per una coscienza collettiva alla quale ho più volte fatto riferimento nei miei interventi, perché stiamo dimostrando di essere un Paese che riafferma gli stessi valori affermati 75 anni fa.

Un ringraziamento a tutti coloro che si stanno impegnando con passione e grande abnegazione per assistere i malati, coloro che sono stati colpiti dal virus, e i volontari che si stanno adoperando perché questo spirito di comunità sia davvero forte, sentito e avvertito da tutti.

75 anni anni fa si sono affermati valori di solidarietà e spirito di comunità, grazie ai quali abbiamo portato avanti un’idea di paese molto forte e resistente. Malgrado punti di vista diversi e scontri molto aspri, non si è mai pensato di rinnegare quelle che erano state le conquiste che i nostri nonni avevano fatto nel 1945.

Faccio un ringraziamento molto sentito a tutta la comunità savignanese. 75 anni fa, quando Savignano era una delle città più distrutte dalle bombe della seconda guerra mondiale, con grande decisione e spirito di solidarietà e senso civico si è partiti con un rilancio della città, sempre più in crescita – oggi contiamo 18.000 abitanti – e la prova che la comunità ha dato in questi mesi di solidarietà, di senso di comunità e di appartenenza mi rende orgoglioso di esserne il Sindaco. C’è ancora molto da fare, perché il tema della ricostruzione, il tema della ripartenza sta impegnando noi amministratori, voi che siete parte di questa comunità, e le organizzazioni economiche e sociali. Un tema che stiamo affrontando per dare a tutti l’opportunità di ripartire, di affermare i propri ideali e i propri sogni che sono la cosa più importante all’interno della società.

Vi ringrazio, teniamo ancora duro: sarà un percorso che, se fatto insieme, ci darà tantissime soddisfazioni e ci consentirà di crescere ulteriormente come persone e come comunità.

Buon 25 aprile a tutti.

Viva l’Italia, viva la Repubblica, viva la Liberazione.”

DISCORSO DEL SINDACO DEI RAGAZZI CATERINA GARATTONI

Buongiorno,

mi chiamo Caterina e sono il sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi del Comune di Savignano sul Rubicone.

Ho l’onore di parlare a nome di tutti i bambini, i ragazzi e le ragazze della mia splendida città che, in un momento così difficile, è indifesa e silenziosa, ma non arresa.

Le strade vuote, i parchi deserti e le piazze sgombre attendono le voci, i passi e le risate di ognuno di noi.

Io dico a tutti: siamo pazienti, vigili, solidali, crediamo nella forza del nostro paese. Questi valori sono gli stessi che 75 anni fa i nostri nonni hanno vissuto con la Liberazione dalla dittatura nazifascista. Io non so molto di quegli anni, non ho vissuto la guerra, non so cosa significhi la mancanza di ogni forma di libertà. Non ho provato la fame, ma immagino che i nostri nonni allora fossero bambini come me. Quei nonni che hanno lottato per questa nostra Italia democratica, e che oggi vediamo fragili e indifesi. Ora tocca a noi: siamo noi giovani che in questi giorni dobbiamo resistere e lottare pazientemente all’interno delle nostre case. Siamo sempre noi che siamo chiamati a imparare dolorosamente il significato della lontananza dagli affetti più cari, a difenderci da un nemico invisibile che miete vittime senza il rumore delle bombe. È proprio in queste ore così dolorose che riscopriamo il valore dell’unità, della solidarietà, dell’eroismo, di chi in ogni momento rischia la propria vita a favore degli altri. Per la prima volta abbiamo provato l’orgoglio di essere italiani; hanno provato il significato profondo della parola responsabilità, che significa sacrificio personale a tutela dei più deboli. Abbiamo anche dovuto imparare a essere pazienti e a dare valore alle piccole cose. Arriverà il tempo in cui usciremo dalle nostre case e ci scopriremo più forti, perché temprati dalla consapevolezza che tutti noi siamo rinati da un dolore comune, e ci siamo riscoperti un popolo con una voce e un’anima sola. Concludo omaggiando i nostri bisnonni con i versi della poesia “Per i morti della Resistenza” di Giuseppe Ungaretti: «Qui vivono per sempre gli occhi che furono chiusi alla luce, perché tutti li avessero aperti per sempre alla luce».

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