Sanità, l'Ausl cesenate accusata di essere troppo 'autocelebrativa'

Manes Bernardini (Lega nord) ha rivolto una interrogazione alla Giunta per sapere se ritenga opportuno che l’Azienda usl di Cesena produca una costosa trasmissione in proprio (40 puntate televisive dal titolo “Speciale salute”).

Manes Bernardini (Lega nord) ha rivolto una interrogazione alla Giunta per sapere se, a fronte dei tagli e della necessità di ottimizzare e razionalizzare la spesa, dando priorità al mantenimento di prestazioni e servizi essenziali e di qualità, e considerata l’ampia informazione/comunicazione messa a disposizione di utenti e operatori da parte del servizio sanitario regionale, la Regione ritenga opportuno che l’Azienda usl di Cesena produca una costosa trasmissione in proprio (40 puntate televisive dal titolo “Speciale salute”).

Il consigliere domanda anche se corrisponda al vero che la trasmissione, messa in onda da un’emittente locale, abbia un indice di ascolto piuttosto basso e addirittura non sia visibile in ampie aree dell’Appennino cesenate, proprio dove verrà tagliato un servizio considerato essenziale dai cittadini, rappresentando un vero e proprio spreco di denaro altrimenti utilizzabile in attività ben più necessarie.

L’esponente della Lega chiede inoltre alla Giunta: da quanto tempo sia in essere un rapporto con la ditta Pubblisole per la realizzazione e la messa in onda di trasmissioni; a quanto ammonti la relativa spesa complessiva e per anno a carico dell’Azienda; di quante persone, dipendenti a tempo indeterminato e determinato, a contratto, a progetto e in qualsiasi altra forma, sia composto il settore dell’Azienda usl cesenate che si occupa di stampa, pubbliche relazioni, comunicazione e rapporto con i media; per quali motivi sia stato acquisito un servizio stampa e di comunicazione esterno dal 2005 per la durata di sei anni, per un costo complessivo di 56.000,00 euro più Iva all’anno; quali attività abbia svolto il suddetto servizio e se le successive determine, che hanno prolungato il rapporto fino al 30 giugno 2013, prevedano aumenti a questo costo annuale. Bernardini, inoltre, vuole sapere per quali motivi, a fronte della situazione di deficit dell’Ausl di Cesena e della sanità emiliano-romagnola in generale, con necessità di tagli e razionalizzazioni, i vertici dell’Ausl abbiano ritenuto indispensabile prorogare l’utilizzo di un costoso servizio esterno di stampa e comunicazione, pur avendo l’Ausl una struttura interna dedicata; a quanto ammonti il costo della recente pubblicazione Centro Servizi Area Vasta Romagna; chi abbia pagato i costi della pubblicazione e se corrisponda al vero che si tratterebbe di un’azienda forlivese operante nel ramo dei prodotti da laboratorio.

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L’interrogante, infine, domanda alla Regione se non si ritenga non solo opportuno ma indispensabile ridimensionare drasticamente gli organici degli uffici stampa, pubbliche relazioni, comunicazione, ecc. delle varie Ausl, mantenendo solo il personale indispensabile per svolgere l’attività corrente, ed evitare, soprattutto in presenza di strutture interne dedicate, la stipula di costosissimi contratti con aziende esterne; se non consideri non solo opportuno ma indispensabile evitare la produzione di costose pubblicazioni o di altri prodotti autocelebrativi, che non riguardino campagne o informazioni di pubblica utilità e quale sia la situazione delle altre Ausl emiliano romagnole, anche ospedaliere, per quanto riguarda gli organici degli uffici stampa, pubbliche relazioni, comunicazione, ecc. e quale sia il costo per anno dal 2010 ad oggi di ciascuna di esse.

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