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Elezioni, Rossi: "Caso Minerbe? A Cesena nessun bambino rimarrà a 'pane e acqua'"

Il candidato del centrodestra, 'sollecitato' da "A Sinistra" replica sul caso della bambina privata del regolare pasto perché i genitori non erano in regola con la retta

"Di solito non rispondo alle provocazioni strumentali dei miei avversari politici. Ma, questa volta farò un'eccezione". Esordisce così Andrea Rossi, sollecitato dalla lista avversaria politica "A Sinistra"sul caso Minerbe, cioè di una bambina a cui, a mensa, sono stati serviti cracker e tonno, perché i genitori non erano in regola la retta.

"Sulla bambina di Minerbe la mia posizione, sollecitata pubblicamente da Elena Baredi (capolista di A Sinistra), è molto chiara: quando sarò sindaco, nessun bambino delle scuole di Cesena, italiano o extracomunitario che sia, rimarrà mai a ‘pane ed acqua’ solo perché i genitori non possono pagare la retta. Questo a Cesena, che è una città civile, non accadrà mai".

"Detto questo- prosegue il candidato del centrodestra -  mi chiedo se la strategia elettorale della sinistra cesenate sia davvero tutta qui, ovvero prendere il grande caso nazionale e spiattellarlo strumentalmente sotto il naso dell’avversario. No perché – di questo passo – allora io dovrei chiedere a Lattuca il suo parere sulla proposta del suo tesoriere Zanda di aumentare gli stipendi dei parlamentari. Domanda interessante, per carità, ma che ha scarsa attinenza con la realtà di Cesena".
 

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