Mercoledì, 12 Maggio 2021
Politica

Rossi (Cambiamo): "Convertire la nostra agricoltura al bio? E' irrealizzabile"

“Le premesse sulle linee ambientali - ha spiegato il capogruppo Andrea Rossi - sono indiscutibili perché su certe tematiche è sempre facile trovare una convergenza"

“La mozione presentata dal Pd nell’ultimo consiglio comunale sulla ‘promozione dell’agricoltura biologica nel comune di Cesena’ ci è sembrata la solita réclame ambientalista che, sotto la buccia della propaganda, nasconde un progetto difficilmente realizzabile”. Così la lista civica Cambiamo, unica formazione “perplessa” nell’ultimo consiglio comunale sulla nuova linea dell’agricoltura “imposta” dal partito di maggioranza e “come spesso accade - denuncia la lista - non condivisa neanche in consulta agricola”. 

“Le premesse sulle linee ambientali - ha spiegato il capogruppo Andrea Rossi - sono indiscutibili perché su certe tematiche è sempre facile trovare una convergenza. Chiaro anche il trend di crescita del prodotto biologico e le sue potenzialità in futuro. Per altro, certe tematiche sono ormai consolidate nel nostro modello di agricoltura virtuoso perché, già da diversi anni, le grandi e piccole aziende agricole cesenati investono nell’eco-sostenibilità e in una filiera sempre più ‘green’. Analizzando però la mozione del Pd e gli impegni assunti dalla Giunta, al di là dell’entusiasmo di tutti i gruppi consiliari, noi non possiamo fare a meno di sottolineare alcune perplessità”.

Secondo Rossi, in particolare, utilizzare la parola ‘distretto bio’, in un territorio come quello di Cesena, “è illogico” e “anche un po’ superficiale”. 

“Capisco - ha spiegato il rappresentante di Cambiamo - che termini come ‘bio’ , ‘green’ o come ‘sostenibilità’, mai come oggi, rappresentino un efficace spot politico, ma certi temi non possono sempre essere affrontati con questi presupposti. Fare un distretto biologico nel nostro territorio è un’impresa tutt’altro che scontata. Ci sono tanti esempi virtuosi in Italia, ma sono realizzati in territori più circoscritti; penso a Norcia che ha delle caratteristiche completamente diverse da Cesena. Lì esiste un mono-prodotto (la lenticchia) non certo la gamma di produzioni della nostra ampia filiera agricola. A Norcia è stato semplice convertire tutto a bio, a Cesena sarà molto più complicato ripetere quell’esperienza. Nel nostro territorio, ad oggi, la superficie coltivata a biologico oscilla tra il 5 ed il 10%, dunque una porzione ridottissima. Vogliamo incrementarla? Non si può che essere d’accordo, ma obiettivamente possiamo porci come traguardo plausibile il 15 o il 20%, non certo illuderci di poter ottenere una conversione radicale dei nostri comparti. Fragole, nettarine, albicocche… siamo così convinti che sia tanto facile convertire produzioni così ampie e strutturate in toto?”.

“Inoltre - ha proseguito Rossi - in questa mozione si insinua che il prodotto cosiddetto ‘convenzionale’ possa avere dei problemi o che non rispetti tutte quelle linee guida che, al contrario, almeno a Cesena, tutte le aziende rispettano scrupolosamente. Benvenga il biologico, ci mancherebbe, ma piano a demonizzare il prodotto convenzionale che, in realtà, ha un’alta qualità di filiera. Questa mozione, invece, diffonde un messaggio pericoloso e sbagliato”.

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