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Romagna, per i "duri e puri" del Mar la soluzione resta la stessa: la Regione

“La provincia unica di Romagna, che allo stato delle cose appare la soluzione maggiormente gradita agli avversari della battaglia romagnolista, dovrà però rispondere, prima o poi, a legittime domande"

“Il MAR rimane più che mai convinto che tale battaglia potrà avere un senso solo in termini di regione, anche se pensare in termini di “sistema Romagna” pare già sia un bel passo avanti”: è il punto centrale della presa di posizione del Mar, il Movimento per l’Autonomia della Romagna, in un comunicato del presidente Riccardo Chiesa. Se, infatti, altri autonomisti romagnoli, come il Pri e il Movimento Romagnolo in questi giorni hanno “silurato” la proposta di Regione Romagna,  nel dibattito politico ormai da decenni, il MAR contiene e sostenere la necessità della regione staccata dall’Emilia.

Rileva Chiesa: “ La provincia unica di Romagna, che allo stato delle cose appare la soluzione maggiormente gradita agli avversari della battaglia romagnolista, dovrà però rispondere, prima o poi, a queste legittime domande: chi governerà questa provincia? Nominato da chi? Con quali poteri decisionali? Con quale autonomia decisionale? Con quali fondi? Insomma, la nostra battaglia, lungi dall’avere raggiunto il suo scopo, è ancora tutta da completare, ma il risultato non potrà che essere a noi favorevole se i romagnoli sentiranno l’orgoglio di costruire la loro casa con pari opportunità e dignità rispetto alle altre regioni italiane”.

“Intanto esprimiamo il nostro plauso a tutti coloro che in queste ultime settimane si sono  espressi a favore della Romagna regione o quantomeno del referendum relativo, e a coloro che hanno espresso posizioni vicine al MAR, come Gianluca Pini, Jacopo Morrone, Augusto Patrignani, Giovanni Poggiali, Franco Albertini, ossia esponenti politici, del mondo imprenditoriale e associazionistico romagnolo. Ci scusiamo per eventuali involontarie omissioni, certi che questo elenco non è che provvisorio e destinato ad ampliarsi ogni giorno che passa, anche sotto la spinta di una opinione pubblica sempre più consapevolmente vicina alle posizioni del MAR. Quel che conta sono le adesioni e dimostrazioni di stima che arrivano sempre più numerose in questi ultimi tempi dai cittadini romagnoli, al di là di qualche presa di posizione antiromagnolista di politici o segreterie di partito autorefenziali, lontane dalla gente”.

“Lasciateci però intanto l’orgoglio della nostra onestà povertà, del nostro disinteresse in relazione a qualsiasi tornaconto personale, della nostra apartiticità, e dell’avere affermato in tempi non sospetti la necessità del ritorno in politica e nel vivere quotidiano della etica del “vecchio galantuomo romagnolo”. Sono questi gli ideali che ci hanno sorretto e accompagnato nella rivendicazione autonomistica sulla scia del grande Aldo Spallicci, dell’On. Stefano Servadei, del Sen. Lorenzo Cappelli (per il quale la amministrazione comunale di Sarsina ha deliberato la posa di un monumento avanti il municipio) e di quanti hanno dimostrato di comprendere che ogni buon romagnolo non dovrebbe sottrarsi a questa buona battaglia”. 
 

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