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Riforma Bcc, Valdinosi: "Per un sistema più forte e competitivo"

Osserva Valdinosi: "Per rilanciare l’economia italiana e uscire dalla stretta creditizia - il cosidetto credit crunch - bisogna ridurre le sofferenze in maniera che le banche tornino a fare credito alle imprese"

Maggiore solidità ed efficienza all'intero sistema del credito cooperativo. "La Riforma delle Bcc votata la scorsa settimana dal Senato - esordisce la senatrice Mara Valdinosi - è frutto di un percorso di confronto positivo. Il provvedimento recepisce sostanzialmente il progetto di autoriforma proposto dalle stesse Bcc rispondendo a due obiettivi centrali: rafforzare il sistema per renderlo competitivo rispetto alla nuova realtà dell’Unione Bancaria europea e mantenere i connotati di mutualità e di erogazione del credito a famiglie e alle piccole imprese del territorio".

"La riforma è rivolta a favorire l’aggregazione delle attuali 364 banche di credito cooperativo che contano un patrimonio complessivo di 20 miliardi di euro - prosegue -. Un processo che in Romagna è già stato avviato tra singole e storiche Bcc e che, è facile immaginare, proseguirà ora con maggiore determinazione. L'aggregazione maggiore è quella che sfocierà nel nuovo gruppo bancario: si tratta di una holding capogruppo Spa con almeno un miliardo di euro di patrimonio, detenuta in modo maggioritario dalle Bcc, che possono esercitare il credito in forma cooperativa solo se fanno parte di un gruppo. La capogruppo sarà quindi al servizio delle proprie azioniste, le banche cooperative a mutualità prevalente. E' una forma innovativa di gruppo bancario, nel quale le relazioni con le singole Bcc saranno definite sulla base di ‘un contratto di coesione’. Ogni Bcc resterà una cooperativa a mutualità prevalente, con una propria licenza bancaria, un proprio consiglio di amministrazione eletto dall’assemblea dei soci".

"Il legame con i soci e il territorio resterà privilegiato. Il 70% almeno degli utili dovrà andare a riserva indivisibile. Il 95% del totale dei crediti andrà erogato a famiglie e imprese del territorio e il risparmio delle comunità verrà reinvestito nelle comunità stesse - continua Valdinosi -. C'è poi la cosiddetta norma del “way out”. Chi non vorrà aggregarsi dovrà invece dare vita ad una banca Spa con almeno 200 milioni di euro di patrimonio. Sempre a proposito del credito cooperativo è stato inoltre costituito un fondo temporaneo a sostegno delle attività di credito cooperativo in attesa della costituzione del nuovo gruppo. Si tratta di una riforma i cui punti essenziali - libertà d’impresa fondata sulle capacità e sulla responsabilità, l’autoaiuto, mutualità e sussidiarietà, partecipazione e protagonismo delle comunità e dei territori, controllo democratico da parte dei soci - garantiranno alle nostre banche di credito cooperativo, che hanno una storia ed un ruolo rilevantissimi in Romagna, un futuro determinante a sostegno delle imprese e delle famiglie".

"Altre importanti norme approvate nella riforma riguardano: lo stop all’anatocismo (produzione di interessi da altri interessi) e la garanzia di Stato sulle cartolarizzazioni che abbiano come sottostanti crediti deteriorati e sofferenze - conclude -. Se vogliamo che la politica monetaria espansiva della Banca centrale europea si trasmetta all’economia reale, producendo investimenti e nuovi posti di lavoro, deve essere affrontato il problema delle sofferenze bancarie che ha provocato la restrizione del credito. Per rilanciare l’economia italiana e uscire dalla stretta creditizia - il cosidetto credit crunch - bisogna ridurre le sofferenze in maniera che le banche tornino a fare credito alle imprese".

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