Rifiuti, ambientalisti contro il Comune: "Raccolta itinerante in centro, scelta perdente"

Il Comune di Cesena cambierà la raccolta rifiuti urbani in Centro Storico con un metodo, la raccolta itinerante, che viene ritenuto alternativo ai cassonetti

Il Comune di Cesena cambierà la raccolta rifiuti urbani in Centro Storico con un metodo, la raccolta itinerante, che viene ritenuto alternativo ai cassonetti ed alla raccolta porta a porta, in quanto quest'ultim,o metodo, che si sta allargando a tutta la città non viene ritenuto efficace per la conformazione del centro. L’assessore all’ambiente Lucchi ha spiegato che “quasi nessuno ha voluto percorrere” questo metodo.

Ma su quest'affermazione arriva la pronta replica del Wwf, nella persona del presidente Alberto Conti, e del Coordinamento regionale “Rete rifiuti zero”, rappresentato da Natale Belosi: “Non è così:  di fatto è un metodo già introdotto a Treviso, a Parma e in altre città, ma solo  come supporto complementare per casi di emergenza  e non alternativo alla raccolta porta a porta. L’assunto dell’Assessore all’ambiente di Cesena Francesca Lucchi è che nel  centro della città non è possibile effettuare la raccolta porta a porta. Tale assunto  è smentito in Italia e in Europa da molti casi di  medie e grandi città, tra le quali  quelle già citate, in cui la raccolta porta a porta viene effettuata regolarmente con ottimi risultati. Il problema forse è un altro. Scartata la raccolta a cassonetti, che non permette di raggiungere i risultati fissati dalla legge regionale 16/2015, rimane la raccolta porta a porta ,da  sempre  però  osteggiata dal gestore Hera, la quale pretestuosamente cerca di non attuarla, sia inventandosi altre modalità, sia caricandola di ingiustificati costi aggiuntivi”.
 
“Sull’efficacia della nuova modalità ,“alternativa” al porta a porta, poniamo  perciò le nostre motivate riserve. Un conto è utilizzare questo strumento per le emergenze, un conto utilizzarlo normalmente come unica modalità: poichè il mezzo con i bidoni si sposta  dopo essere rimasto in una determinata postazione per un  ridotto periodo di tempo , il rischio è che l’ utente sia  poi  costretto ad  inseguirlo con continui spostamenti da casa, in particolare quando l’orario in cui è presente nella postazione più vicina corrisponda all’orario di lavoro. Sicuramente è un metodo molto più scomodo rispetto al collocare il rifiuto davanti alla propria porta. Occorre  poi  sia possibile il controllo  della correttezza dei conferimenti, per cui l’isola itinerante va presidiata,con relativi costi aggiuntivi. Il rischio è quindi che si sperimenti qualcosa di difficilmente gestibile, caricandone le difficoltà operative sui cittadini ,solo perché non si vuole attuare il metodo consolidato della raccolta porta a porta, metodo che ormai coinvolge oltre un terzo della popolazione italiana, dal mare ai monti, dalla campagna ai centri storici delle grandi città”.

“Per quanto riguarda i costi  si rileva che il Comune di Cesena nel 2017 ha un costo di raccolta pari a € 142 a residente, i costi di altre grandi aziende (Contarina, CEM, ETRA, ESA-Com, Cosmari,  che attuano un porta a porta spinto con tariffa puntuale sono tra 90 e 110 euro per residente. La scelta del Comune di Cesena non ci pare proprio quella vincente”.

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