Regolamenti servizi e lavori, Zoffoli (Libera Cesena): "Tante regole non sono una garanzia"

"A volte poche regole, ma chiare e certe, sono la soluzione migliore per affrontare questo capitolo degli appalti e acquisti di un ente che è dei cittadini", sostiene Zoffoli

Riguardo la gestione delle procedure relative all’acquisizione di forniture, servizi e lavori, al prossimo Consiglio comune la Giunta chiederà l’approvazione di altre norme, indirizzi e nuovi regolamenti dei contratti comunali. Tali, sostiene il consigliere comunale di Libera Cesena, Gilberto Zoffoli, "si andranno a sommare a quelli esistente e soprattutto dovranno collocarsi dentro al quadro normativo di riferimento davvero complicato e ancora in via di assestamento".

"Qual è lo scopo e l’utilità di nuovi indirizzi per la definizione di regolamenti a carattere comunale quando poi esiste una Stazione Unica Appaltante (Sua) in capo all’Unione dei Comuni della Valle del Savio? - si chiede Zoffoli -. Qual è il senso di introdurre propositi e buone intenzioni che si sovrappongo e si aggiungono a quelli indicati dal nuovo Codice degli Appalti e dall’Anac? Perché il dubbio che emerge è che le troppe norme, scritte da più parti e in diversi modi, finiscano per complicare e rendere la gestione degli acquisti e degli appalti un “selva oscura”, non garantendo quella correttezza e trasparenza che sempre di più si chiede nell’affidamento dei lavori e dei servizi. Regole che appaiono, per certi livelli di affidamento, discrezionali e ai quali non è richiesto di rendere conto motivando scelte e assegnazioni".

"La storia recente di questa amministrazione ad esempio su affidamenti fatti e poi ritirati (Habenas), così come per altri nella loro valutazione invertita (locali ex Iat), ci porta a chiedere non tanto la scrittura di altri regolamenti quanto la definizione di azioni di controllo che rendano realmente trasparente e corretta l’assegnazione di appalti - continua Zoffoli -. Questo di cui si parla è un ambito che facilmente può essere soggetto a interessi particolari e a possibili infiltrazioni malavitose. Non sono quindi i buoni propositi quali programmazione, principi di rotazione, pubblicità, norme di comportamento, e altro a confortarci. A volte poche regole, ma chiare e certe, sono la soluzione migliore per affrontare questo capitolo degli appalti e acquisti di un ente che è dei cittadini".

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