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Regione Romagna? Per i Repubblicani il futuro è la Città Metropolitana

Questo è uno dei tanti aspetti emersi durante le conferenze politiche che si tengono al Festival della Voce al parco Endas di Martorano e che si concluderà domenica

I comuni delle Terre di Romagna uniti fra loro in una grande Città Metropolitana Romagna. I Repubblicani di Cesena sono convinti che questo sara' il futuro per una popolazione di oltre un milione di abitanti che da sempre dimostra di avere forze e sinergie che, se ben amministrate, possono creare un futuro sicuro e di grande sviluppo. Fondamentale costruire, insieme alle forze politiche che appoggeranno il progetto, è la "Città Metropolitana Romagna" che dialoga con Bologna e la Regione, ma dove si portano a sintesi e si realizzano i progetti infrastrutturali e di area vasta. Questo è uno dei tanti aspetti emersi durante le conferenze politiche che si tengono al Festival della Voce al parco Endas di Martorano e che si concluderà domenica.

“Il nostro primo pensiero - dice il segretario dell'Unione Comunale Romano Fabbri - non sono le prossime elezioni, ma come collocare i giovani e le imprese di Forlì-Cesena e della Romagna in una prospettiva di sviluppo e non di precarietà”. “Costruire amministrativamente la Città Metropolitana - continua l'esponente dell'edera - significa avere una cultura di governo dell’interesse generale e risolvere i problemi di competenza dell’amministrazione comunale in questa ottica d’insieme e i problemi dei cittadini e delle imprese, consapevoli che vivono in una comunità coesa che vuole competere e collaborare in un mondo che è globale".

"La Città Metropolitana Romagna deve diventare l’obiettivo condiviso delle istituzioni attorno a cui si realizza quel sistema integrato che è stato individuato da tempo, ma che è rimasto lettera morta sotto la spinta campanilista delle varie realtà comunali - aggiunge -. Porto, interporto, aeroporto, sistema fieristico, università, scalo merci, sanità, distretto culturale romagnolo, polo tecnologico, informatizzazione integrata di tutte le amministrazioni pubbliche, E55, via Emilia- bis, SS67, via Cervese, che dovranno diventare la rete sistemica  di servizio alle imprese e ai cittadini.

“I sindaci romagnoli – prosegue Romano Fabbri -  veri campioni di campanilismo nella Romagna propongono il provincione o un modello di città metropolitana affidato alla volontà politica di collaborazione fra i sindaci. La nostra proposta è sviluppare un'integrazione di servizi ed infrastrutture per creare la Città Metropolitana Romagna secondo le modalità previste dalla Costituzione". In quest'ottica si creerebbero i presupposti di una grande struttura amministrativa che collabora con Bologna e non, come oggi, un imbuto strozzato verso il resto della regione Emilia Romagna.

“La cultura della sinistra in Romagna - afferma il segretario dell' unione comunale dell'edera - è stata una cultura di retroguardia che  spacciava per opportunità futuribile la città metropolitana per non affrontare fino in fondo il vero problema che è quello di creare una istituzione che sia in grado di competere e collaborare con Bologna e non elemosinare qualche concessione". 

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