Regione Romagna, la Lega: "Il Pri abiura per sostenere un Pd zoppicante"

“La nomenklatura piddina locale ha dato il proprio placet al Pri cesenate che ha abbandonato la battaglia storica dell’autonomia romagnola per convergere su posizioni più gradite al partitone"

“La nomenklatura piddina locale ha dato il proprio placet al Pri cesenate che ha abbandonato la battaglia storica dell’autonomia romagnola per convergere su posizioni più gradite al partitone. Ce ne faremo una ragione. Anche perché comprendiamo i mal di pancia di certi repubblicani a stare all’opposizione. Meglio quindi mettersi in lizza per sostenere alle prossime elezioni un Pd zoppicante, dopo le performance poco popolari del sindaco Paolo Lucchi, che potrebbe trarre giovamento dal sostegno di partiti, pur poveri di voti, certamente più graditi dei Dem a certe fasce di elettorato”.
Jacopo Morrone, segretario nazionale della Lega Nord Romagna, replica così ai vertici locali dell’Edera e all’apparato piddino che ne appoggia la svolta.

“Le strategie messe in atto - aggiunge Morrone - sono più che chiare, sia da parte del Pd che del Pri, che di altri aspiranti alleati che, pur senza truppe alle spalle, cercano spazio, lanciando messaggi al partito oggi di maggioranza. La storia sembra non insegnare nulla. Il Pri porta dunque in dote al Pd l’abiura di una battaglia qualificante per l’Edera. Ma le ragioni che i vertici del Pri adducono non stanno in piedi. La proposta della Lega Nord di più autonomia per la Regione Emilia e Romagna e contestualmente la concretizzazione della Regione Romagna vanno proprio nella direzione di trattenere risorse proprie sul territorio, anziché convogliarle a Roma, parliamo di 9/10 miliardi di euro solo per la Romagna, e di decidere autonomamente a quali settori destinarle per il futuro del territorio. E’ evidente che il Pd non può condividere questo obiettivo, dipendente com’è da logiche non autonomiste ma sempre più centraliste e autoreferenziali".

"Storicamente il nostro territorio, pur con potenzialità economiche forti, riceve le briciole da parte dell’amministrazione regionale bologna/emilianocentrica. Con l’autonomia sarebbe la Romagna ad avere una marcia in più. Dunque, non una battaglia antistorica, come emerge dai vuoti slogan ripetuti allo sfinimento dai soliti del Pd, ma una battaglia che va proprio nella direzione dello snellimento e della sburocratizzazione. Con l’obiettivo di cancellare effettivamente le tre Province e altri inutili e pleonastici enti intermedi e di sostituirli con un unico ente autonomo. Una Regione Romagna, dunque, che non avrebbe costi più alti dell’apparato già esistente, ma che comporterebbe certamente più benefici e opportunità per il territorio e più democrazia e trasparenza, per il fatto di essere guidata da una Giunta di eletti democraticamente, al contrario delle attuali Province (e del prospettato Provincione) comunque molto costosi, ma anche molto poco trasparenti”.

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