Regione, Pd: "Ricalcolare il riparto del territorio agro-pastorale"

I consiglieri Manuela Rontini e Massimo Bulbi chiedono revisioni per evitare storture, con particolare attenzione al territorio romagnolo 

Ricalcolare la percentuale di ripartizione del territorio agro-silvo-pastorale che porti a rispettare le percentuali previste dalla legge vigente, anche a livello di singolo Ambito territoriale di caccia (Atc) con particolare riferimento al territorio del comune di Modigliana, nel forlivese. A chiederlo, in un’interrogazione alla Giunta, sono i consiglieri Manuela Rontini (prima firmataria) e Massimo Bulbi del Pd, i quali ricordano come alla luce delle leggi vigenti “il Piano faunistico-venatorio preveda quindi che la superficie agro-silvo-pastorale disponibile in ciascuna provincia sia ripartita per comprensorio omogeneo”.

Purtroppo, spiegano però i consiglieri democratici, “il principio cardine della omogenea ripartizione delle superfici, al fine di armonizzare l’attività venatoria libera con la caccia a gestione privata e con le aree di protezione su cui si basa la destinazione differenziata del territorio prevista dalla Legge 11 febbraio 1992, n. 157, può essere messo in discussione laddove nello stesso comprensorio omogeneo vi siano già numerosi istituti privati (in genere aziende faunistico venatorie) concentrati in modo disomogeneo rispetto ai territori degli Atc ricadenti all’interno del comprensorio stesso. Il tutto potrebbe poi essere ulteriormente aggravato nel caso in cui giungessero richieste di nuove istituzioni proprio nei territori degli Atc già fortemente gravati dalla presenza di istituti privati: questa evenienza pare essere tutt’altro che remota dal momento che già alcune comunità dell’Appennino romagnolo lamentano l’eccessiva sproporzione della concentrazione di istituti privati all’interno dei rispettivi Atc e la presenza di richieste di nuove concessioni di aree per ulteriori istituti privati. È il caso dei comuni di Modigliana e Santa Sofia in provincia di Forlì-Cesena”.

Facendo un esempio concreto, Rontini e Bulbi dimostrano come “nel comune di Modigliana, a seguito di precedenti concessioni, già oggi ben 2.216 ettari di territorio comunale siano interdetti alla libera caccia e il sindaco segnali la presenza di una nuova richiesta di area di addestramento cani insistente sul territorio comunale: la situazione in cui si trova il comune di Modigliana, ovviamente, non è in linea con il principio della destinazione differenziata del territorio. Appare quindi necessario intervenire dal punto di vista normativo per ripristinare anche a livello locale i principi che hanno ispirato la Legge 11 febbraio 1992, n. 157 e tutta la pianificazione in ambito venatoria che ne consegue”.

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Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “quali siano le sue valutazioni in merito alla problematica esposta in premessa e se ritenga realizzabile in tempi brevi una specifica modifica della modalità di calcolo della percentuale di ripartizione del territorio agro-silvo-pastorale che porti a rispettare le percentuali previste dalla Legge 11 febbraio 1992, n. 157 anche a livello di singolo Atc”.
Rontini e Bulbi chiedono poi come l’amministrazione regionale “valuti l’eventuale possibilità di moratoria rispetto alle domande in essere e alle nuove domande di concessione di nuovi istituti privati che dovessero essere presentate prima della modifica auspicata nel punto precedente, in modo da tutelare le popolazioni locali da eventuali e ulteriori aggravi della disparità di trattamento a cui rischierebbero di essere sottoposti”.

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