Regionali, l'allarme di Sirotti Gaudenzi (Lega): "L’Italia è il Paese dalle culle vuote"

Il candidato della Lega sottolinea "il triste primato nel mondo sulla denatalità, manca una organica politica familiare" 

“L’Italia con la chiusura dell’anno 2019 si è aggiudicata con circa 140 mila bambini in meno iscritti in anagrafe il triste primato nel mondo sulla denatalità. I dati Istat sulla crisi della famiglia e la denatalità nel nostro Paese sono allarmanti e mettono in evidenza il bisogno di una politica che metta al centro del suo programma l’istituto familiare, così come codificato all’articolo 29 della nostra Costituzione". Lo afferma in una nota  Enrico Sirotti Gaudenzi, consigliere comunale della Lega di Cesena e candidato al Consiglio regionale dell’Emilia Romagna per la provincia di Forlì-Cesena.

"In mancanza di una organica politica familiare a sostegno delle famiglie è comprensibile, se non addirittura eroico, che i giovani italiani non decidano di istaurare rapporti coniugali stabili ispirati ai valori della tradizione e cultura cristiana e di generare figli. Ritengo che acquisire consapevolezza di questo, come di ogni altro problema emergente, con argomentazioni del resto rese oggettive dai dati statistici indicati, sia un irrinunciabile premessa per garantire un migliore livello di qualità della vita ai cittadini".

"Ancora una volta sottolineo come Bonaccini - prosegue Sirotti Gaudenzi - nelle sue ultime dichiarazioni, si sia preoccupato di proporre l’asilo obbligatorio per tutti i bambini, probabilmente però non si è reso conto che se andremo avanti di questo passo, non avremo bambini da mandare all’asilo, neanche - come ci auspichiamo - volontariamente. Ma non è solo questo il punto, il problema della denatalità comporterà in futuro anche ricadute negative sul potenziale di crescita economica del nostro Paese e, a causa dell’inevitabile accentuarsi dell’invecchiamento demografico, si registreranno inevitabilmente effetti anche sul livello e sulla struttura della spesa per il welfare, con pensioni e sanità in pole position”.

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