Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Regionali, Amadio (M5S): "Lavoro irregolare, intervenire subito su questa piaga"

"Ad esempio i livelli di irregolarità accertate, per la provincia di Forlì-Cesena, riguardano per il 78,2% il settore della ristorazione e per il 73,9% il settore manifatturiero"

"Il contrasto alla disoccupazione giovanile, al fenomeno del caporalato ed al lavoro irregolare è una delle priorità del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna. Da candidata posso assicurare il mio massimo impegno per intervenire in maniera decisa e radicale e combattere queste tre autentiche piaghe presenti, purtroppo, anche nella nostra regione". Lo dichiara Jessica Amadio, candidata consigliere regionale per il Movimento 5 Stelle nella circoscrizione di Forlì-Cesena.

"Il Settimo rapporto dell’Ires Cgil Emilia Romagna sulla condizione giovanile nella regione, rivela che negli ultimi dieci anni il tasso di occupazione giovanile è diminuito del 14%, una percentuale inaccettabile per una regione florida come la nostra; inoltre si rilevano in aumento anche gli inattivi (+5,8%) e i disoccupati (+3,4%). Il Movimento 5 Stelle ha presentato un programma incentrato su lavoro ed impresa che prevede l'adozione di misure che consentano a tutti i giovani di accedere con più facilità al credito, creando così le condizioni per portare avanti al meglio le proprie attività, ovvero portare da 2 a 10 milioni di euro lo stanziamento per il fondo regionale per il microcredito alle piccole e micro imprese; inoltre si propone l'abbattimento dell'IRAP per i primi 3 anni alle imprese giovanili/start-up e figurano nel programma vari progetti, piani regionali, piani straordinari e fondi per incentivare le aziende e rilanciare l’occupazione".
"Sempre più presenti in Emilia-Romagna sono anche i fenomeni del caporalato e del lavoro irregolare: secondo il recente dossier “R.I.G.A. – Report e Inchieste di Giornalismo Antimafia”, a cura di Libera Bologna e Libera Informazione, il fenomeno del caporalato ancora troppo spesso si ritiene appartenere al Sud e a un solo settore, quello agricolo, mentre anche da noi si sono riscontrati diversi casi, a partire da quello che emerge da Aemilia, il maxiprocesso alla ‘ndrangheta emiliana, oltre a tantissimi altri episodi di sfruttamento lavorativo e lavoro irregolare".

"Ad esempio i livelli di irregolarità accertate, per la mia provincia di Forlì-Cesena, riguardano per il 78,2% il settore della ristorazione e per il 73,9% il settore manifatturiero: inoltre, secondo quanto emerge dal rapporto Flai Cgil, “Agromafie e Caporalato”, in Emilia Romagna le province più colpite dal caporalato ‘tradizionale’, quello del lavoro nei campi, sono proprio Forlì-Cesena e Ravenna, dove lo sfruttamento riguarda tra il 15% ed il 20% dei lavoratori del settore, lavoratori senza contratto di lavoro e con un salario minore di quello sindacalmente previsto. Come detto, però, il caporalato non riguarda solo il settore agricolo ma tutti i settori lavorativi, poiché è proprio sul lavoro che lucrano in tanti, a partire dalle mafie. Il Movimento 5 Stelle vuole tenere alta l’attenzione su questa piaga che deve essere affrontata e combattuta tutti insieme: non ci può non essere unità di intenti tra le varie forze politiche".

“Maggiori tutele giuridiche, una più incisiva Legge sul caporalato in sinergia tra Governo e Regione, piena attuazione del Testo Unico sulla Legalità della Regione Emilia Romagna, osservatori e strumenti di intervento diretto su diverse problematiche, a partire da appalti e sub-appalti”: sono le conclusioni del dossier con cui concordo perché sono convinta che solo così si potrà cercare di contrastare efficacemente il caporalato ed il lavoro irregolare nella nostra regione".

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