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Referendum costituzionale, le ragioni del "No" di Sinistra Ecologia Libertà

Sinistra Ecologia Libertà spiega le ragioni del "no" al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre

Sinistra Ecologia Libertà spiega le ragioni del "no" al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. "Si che la riforma non tocca la prima parte della Costituzione, quella che tiene mirabilmente insieme i princìpi di libertà e di giustizia, di uguaglianza e di solidarietà, ma non è vero - premettono da Sel -. Certo, non ci sono modifiche formali sulla prima parte. Ma poi, i 47 articoli che vengono cambiati (47 su 139, più di un terzo!) finiscono per contraddire il principio fondamentale della prima parte: quello di una rappresentanza politica la più estesa e praticata possibile, solo attraverso la quale libertà, giustizia, uguaglianza e solidarietà possono avere sostanza, senza ridursi a vuote declamazioni".

"La riforma - continuano da Sel - elimina il voto dei cittadini per il Senato, che sarà formato da nominati dai Consigli Regionali, pur non avendo solo competenze regionali, ma tante altre, spesso confuse e incoerenti (articolo 70); per le Province, che vengono abolite solo nella forma, ma non nella sostanza: saranno infatti sostituite da organismi (anche più di uno) cosiddetti di «Area vasta», enti burocratico-amministrativi che costeranno quanto le province ma saranno sottratti al voto degli elettori (articolo 117)".

Per quanto concerne le forme di democrazia diretta, "nascondono un inganno (articolo 71): le leggi di iniziativa popolare richiederanno 150.000 firme invece delle attuali 50.000, e i referendum propositivi 800.000 invece delle attuali 500.000. Dicono i proponenti che però le leggi di iniziativa popolare dovranno essere «obbligatoriamente» esaminate dalla Camera (e non più solo «eventualmente», come adesso); e che i referendum propositivi, per essere validi, non richiederanno più il quorum della maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, come adesso".

Per Sel "queste due misure non sono contenute nella attuale riforma, ma demandate ad altre leggi costituzionali, che dovranno essere fatte e approvate non si sa quando.  Perché non sono state inserite già in questa riforma, senza aspettarne un’altra? Allo stato attuale, se passa il Sì entrerà in vigore solo l’aumento delle firme, che di fatto riduce l’esercizio della democrazia diretta da parte dei cittadini".

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