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Nasce il Comitato del Rubicone per il "No" alla Riforma Costituzionale

Il Comitato ha individuato come coordinatore Antonio Sarpieri, coadiuvato da tre collaboratori: Luca Carlini, Giancarlo Biondi e Tonino Venturi

Anpi e Arci hanno promosso nel territorio del Rubicone la nascita del "Comitato del Rubicone per il No al Referendum Costituzionale", con l’obiettivo di sensibilizzare e informare i cittadini sulle ragioni dell’importante scelta che saranno chiamati a fare, tra fine novembre e inizio dicembre, attraverso iniziative pubbliche con giuristi, docenti e giornalisti di primo piano che si svolgeranno nei comuni del territorio. Il Comitato ha individuato come coordinatore Antonio Sarpieri, coadiuvato da tre collaboratori: Luca Carlini, Giancarlo Biondi e Tonino Venturi. Fanno parte del Comitato Francesco Alesiani, Mariangela Barbone, Stefano Brigidi, Ivan Brunetti, Morena Campidelli, Roberto D’Izia, Mauro Frisoni, Miro Gori, Sergio Gridelli, Patrizia Herget, Alan Lugaresi, Nazareno Mainardi, Gianluca Masini, Cristina Minotti, Agostino Muccioli, Fabio Natali, Gaetano Nugnes, Palmiro Paglierani, Simone Pascuzzi, Luigi Salizzato, Carlo Sarpieri, Giovanni Semprini, Guelfa Torri e Mario Zoffoli.  

"Il Comitato - viene spiegato - è nato dall’esigenza di difendere e soprattutto attuare la nostra Costituzione che rimane, purtroppo, ancora oggi disattesa nei suoi principi cardine più importanti. Se la nostra Carta trovasse compimento ed attuazione saremmo di fronte alla più importante riforma nel nostro Paese. La proposta Renzi-Boschi propone di cambiare ben 47 articoli della Costituzione, un vero stravolgimento. Il testo della proposta è prolisso e incomprensibile. Si pensi, per esempio, che l’articolo 70 passerà da 9 a 439 parole. Il Bicameralismo rimarrà e i sistemi di approvazione Camera-Senato passeranno da 2 a 10 aggravando l’iter d’approvazione invece che semplificarlo. Preoccupa molto il combinato disposto con la nuova legge elettorale “Italicum” che porterà ad una Camera composta per i 2/3 di non eletti nominati dai capipartito. Il primo partito, anche se rappresenta il 20-25% dei votanti, avrà il 54% di deputati e il suo capo del governo sarà padrone del Parlamento, Quirinale, Corte Costituzionale e organi di garanzia e contrappeso".

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