Reddito di solidarietà, la Lega: "Anche nel Cesenate risorse più cospicue agli stranieri"

2Le critiche che abbiamo rivolto al Reddito di solidarietà regionale varato dalla Giunta Bonaccini nel settembre 2017, con un occhio alle elezioni politiche, sono fondate", affermano Morrone e Pompignoli

“Non ci siamo sbagliati di molto. Le critiche che abbiamo rivolto al Reddito di solidarietà regionale varato dalla Giunta Bonaccini nel settembre 2017, con un occhio alle elezioni politiche, sono fondate. Queste risorse, infatti, che dovrebbero rappresentare un sostegno al reddito dei tanti nuclei famigliari di emiliano-romagnoli in difficoltà, viene destinato percentualmente in maniera più cospicua a famiglie straniere, in maggioranza extracomunitarie. E ciò avviene, in modo più o meno evidente, in tutti i territori regionali”. E’ quanto affermano Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna eletto alla Camera dei Deputati, e Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale del Carroccio.

“Il dato regionale dei primi due mesi di applicazione è significativo: la Regione Emilia-Romagna ha elargito complessivamente, come prima tranche, 1 milione 340.160 euro per 4.232 domande, di cui circa un terzo, 1.418 circa, presentate da stranieri che sono, tuttavia, l’11,9% della popolazione residente sul territorio. A questi nuclei di stranieri, preponderanti nelle domande di famiglie con tre, quattro e cinque o più componenti, sono quindi destinati circa 449.000 euro - affermano -. Per il primo bimestre 2018 la Regione ha stanziato, in particolare, per il distretto Cesena Valle Savio 19.600 euro a fronte della presentazione di 69 domande, 23 delle quali da nuclei stranieri (il 9,46% della popolazione residente nei Comuni dell’Unione Valle Savio), il 33% circa, preponderanti per quel che riguarda le famiglie con 3, 4 e 5 o più componenti".

"Ai nuclei stranieri sarebbero stati indirizzati oltre 9.000 euro, il 46,04% del totale. E si tratta solo del primo bimestre e delle prime richieste. Perché, secondo quanto riferisce la Regione, si conterebbe una media di 93 domande ogni giorno lavorativo, con un esborso fino a 400 euro mensili per un anno ai nuclei famigliari fino a 5 persone, come abbiamo visto, quasi tutti stranieri nell’intero territorio regionale.
Insomma, anche in questo caso, come in quello del welfare comunale, risorse che sarebbero la manna dal cielo per tante famiglie emiliano-romagnole in grave difficoltà, soprattutto composte da anziani o da persone fuoriuscite dal mondo del lavoro non per loro responsabilità, sono dirottate in quantità percentualmente superiore a nuclei stranieri - chiosano -. Di qui, la certezza che ci si debba porre l’obiettivo di invertire questa tendenza, applicando correttivi che diano la priorità agli italiani, anche a fronte del fatto che non è dato di sapere se le amministrazioni, nell’elargire risorse a queste famiglie straniere, verifichino quale sia la loro effettiva condizione economica e se, per esempio, all’estero, non siano titolari di proprietà o di altre fonti di guadagno".

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