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Questione insoluti, il M5S: "Mancano oltre 30 milioni, servono contromisure"

"Il Movimento 5 Stelle di Cesena - evidenzia Pasini - non smetterà mai di sottolineare come le decisioni della nostra Giunta siano per forza condizionate da quasi 30 milioni di euro di mancati incassi per tasse non pagate e sanzioni comminate e mai riscosse"

"La partita a scacchi giocata da grande protagonista dal Premier Conte a Bruxelles sul Recovery Fund è oggi un esempio chiaro dell'importanza fondamentale che ha nel riuscire a sbloccare risorse economiche che permettano poi di poter intervenire sui diversi aspetti della vita reale di tutti i cittadini". Questa l'opinione del coordinatore del M5S Paolo Pasini, che prende spunto dalla questione "per ritornare ad evidenziare un problema aperto a Cesena da diversi anni: gli insoluti".

"Il Movimento 5 Stelle di Cesena - evidenzia Pasini - non smetterà mai di sottolineare come le decisioni della nostra Giunta siano per forza condizionate da quasi 30 milioni di euro di mancati incassi per tasse non pagate e sanzioni comminate e mai riscosse ai quali si aggiungeranno altri 3 milioni dovuti all'emergenza Covid. Questi sono numeri reali, da studiare e valutare e non sono fake news, percezioni o propaganda politica. Ovviamente sono anche una parziale motivazione al fatto che la quasi totalità delle iniziative locali necessitino di un sostegno economico esterno (dalla regione o da privati) ed anche questo è un fatto certo, con diverse conferme, non una opinione".

"A maggior ragione diventa prioritario analizzare i dati per poter comprendere le diverse situazioni di "morosità" e mettere in campo contromisure volte ad alleggerire il Comune da questo peso, e il M5S di Cesena ha sempre indicato questa via di equità e buonsenso - conclude -. Ora seguiamo con piacere e interesse il lavoro dell'assessore al bilancio Acerbi che ha mostrato sensibilità al problema, e contiamo di essere resi presto partecipi degli sviluppi del suo lavoro che dovrà, a parer nostro, portare ad azioni capaci di fare il bene delle casse del comune e quindi di tutti i cittadini cesenati compresi quelli attualmente inadempienti, perché una città più libera di fare è senza dubbio un bene per tutti indistintamente".

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