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Quartieri, duri i LibDem: "Furto di democrazia con oscena faccia tosta"

Siamo orgogliosi di essere stati i primi a denunciare questa intenzione, che si è puntualmente realizzata": sull'argomento tornano Luigi Di Placido e Paolo Montesi dei Liberal Democratici che per primi hanno evidenziato al pubblico la contestata novità

“A Cesena sta per accadere un fatto inaudito e gravissimo: la nomina dei nuovi consiglieri di quartiere non tramite regolari elezioni, ma tramite selezione dei partiti in proporzione alla presenza in Consiglio Comunale. Siamo orgogliosi di essere stati i primi a denunciare questa intenzione, che si è puntualmente realizzata”: sull'argomento tornano Luigi Di Placido e Paolo Montesi dei Liberal Democratici che per primi hanno evidenziato al pubblico la contestata novità.

Criticano i due esponenti LibDem: “In questa vergognosa decisione PD e centrodestra vanno a braccetto, e non è la prima volta, perché entrambe ne traggono vantaggio: il PD avrà la maggioranza d’ufficio in tutti i quartieri (cosa non scontata in caso di elezioni), il centrodestra eviterà la figuraccia di faticare a trovare liste di candidati e ottenere risultati poco soddisfacenti. E quindi le associazioni, i movimenti, i gruppi che operano sul territorio, per i quali si era studiato un regolamento elettorale che ne facilitasse la presenza? Chissenefrega, alla partecipazione ci penseremo la prossima volta”.


 

“Ma la cosa forse più offensiva è la motivazione con la quale si intende far passare questo scempio: "il ruolo dei quartieri deve essere valorizzato, dando nuova linfa alla partecipazione, promuovendo il confronto con la città e il coinvolgimento dell’associazionismo….introducendo opportunità nuove e più ampie di partecipazione attiva da parte di tutti i cittadini”. Balle, enormi balle. La giustificazione della impossibilità di investire risorse per celebrare le elezioni è una scusa risibile che potrebbe essere risolta, come peraltro hanno fatto altre città, e come si è fatto in passato per mantenere in vita i quartieri”.


 

“La questione vera è che si vuole rendere i Quartieri ancora più cinghia di trasmissione del potere, tutti con un unico colore politico dominante. Si parla di "assunzione di un ruolo centrale nei percorsi di partecipazione attiva e propositiva, in particolare nelle fasi di predisposizione da parte del Comune di atti di programmazione strategica”, senza avere neanche l’intelligenza politica di capire che questo è l’esatto contrario di ciò che si sta compiendo: come è possibile dare un ruolo centrale ad un organismo fatto di nominati, che non concede spazio a chi non è gradito ad un partito o ad un altro? Un vero e proprio furto di democrazia, compiuto con una oscena faccia tosta”.


 

Ed infine: “Il nostro Sindaco cita spesso il suo programma come fosse scolpito sulla pietra. Ecco cosa scriveva in un suo documento elettorale del 2014: " Rafforzamento del ruolo dei quartieri quale luogo di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini”. Ecco la dimostrazione che il primo che non rispetta il suo programma è proprio lui. Speriamo che la città comprenda come questa vicenda va ben oltre lo specifico aspetto dei quartieri, rivelando l’arroganza e la chiusura di questa Amministrazione che crescono di giorno in giorno, grazie anche alla compiacenza di tanti servi sciocchi”.

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