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Si rinnova il gruppo dirigente di "Cesena Siamo Noi": prima battaglia i "quartieri elettivi"

Spiega una nota della formazione politica: "Il nuovo gruppo di coordinamento resterà in carica un anno, con obbligo di relazionare semestralmente all'assemblea generale sul lavoro svolto. Il rinnovo del Gruppo di coordinamento ha come mandato quello di incrementare la partecipazione attiva "

L’assemblea del movimento cittadino “Cesena Siamo Noi” ha recentemente nominato, tramite consultazione elettiva interna, i suoi nuovi membri del gruppo di coordinamento. A Vittorio Valletta, membro di diritto del gruppo in quanto rappresentante di Cesena SiAmoNoi eletto consigliere nelle istituzioni, si affiancano ora i seguenti coordinatori: Gaetano Gerbino, Paolo Marani, Emanuela Triolo e Paolo Vettori.
 

Spiega una nota della formazione politica: “Il nuovo gruppo di coordinamento resterà in carica un anno, con obbligo di relazionare semestralmente all’assemblea generale sul lavoro svolto. Il rinnovo del Gruppo di coordinamento ha come mandato quello di incrementare la partecipazione attiva di tutti gli attivisti, oltre a garantire che chiunque desideri apportare le proprie competenze e la propria esperienza a favore delle future iniziative del movimento civico possa farlo in un clima di armonia e senza limitazioni di sorta. Cesena Siamo Noi conserva in questo modo le sue caratteristiche peculiari di democraticità, vitalità e rinnovamento costante del proprio operato, evitando rigidi schematismi di tipo personalistico o dirigista, cercando di operare al meglio per parseguire i suoi obiettivi a favore della Città e di tutti i suoi cittadini”.
 

I coordinatori del movimento, tra i loro primi atti, intervengono quindi in merito al rinnovo dei Quartieri, procedura che dovrà essere completata entro maggio e che vede sul tappeto l’ipotesi di abolizione del sistema elettivo. Ipotesi che, però, vedono Cesena Siamo Noi contraria: “Ci aspettiamo che vengano confermate le modalità elettive utilizzate sino ad  ora, valutando con preoccupazione la decisione paventata di ridurli ad organo nominato dai partiti. Inutile infatti continuare a chiamarli organi di partecipazione se i loro componenti saranno selezionati con logiche di palazzo anziché tramite democratiche elezioni.  Temiamo che questo metodo trasformi i quartieri in tante piccole riproposizioni del consiglio comunale, allontanandoli ancora di più dall’essere punto di riferimento per i cittadini e i loro reali problemi quotidiani”.
 

Ed ancora: “Capiamo sia il timore di una bassa partecipazione alle urne che il risparmio di spesa conseguibile nel non istituire i seggi, riteniamo tuttavia questi argomenti piuttosto deboli. Senza un passaggio al voto l’interesse nei confronti dei quartieri rischia di ridursi ancora più di quanto non avvenga già ora. Inoltre, il costo stimato delle elezioni, comparato al bilancio annuale del comune di Cesena (attorno ai 100 milioni di euro), appare decisamente irrisorio, meno dello 0,06%, specie se comparato ad altri onerosissimi progetti come quello di piazza della libertà (3,1 milioni di euro di soldi pubblici) o il nuovo riassetto del polo universitario (4,5 milioni di euro).  Al contrario, mantenerli in vita in forma elettiva consentirebbe di rilanciarne l’operato e il loro utilizzo come reale strumento al servizio della collettività. Il sindaco invece sembra aver messo come unico paletto proprio il costo zero per le casse del Comune. Per ridurre questi costi proponiamo pertanto di coinvolgere attivamente i consiglieri uscenti, i cittadini volontari e le associazioni cittadine, così come già avvenuto nelle elezioni passate”.
 

“Ribadiamo come una nomina diretta precluderebbe qualsiasi possibilità di accesso ai quartieri da parte di tante forze politiche (oggi non più rappresentate in consiglio) ma anche di associazioni, comitati, liberi cittadini, i quali dovrebbero per costituzione potervi partecipare con pari diritto e dignità in funzione di un concetto della politica che vede nella tutela delle minoranze e nell’apporto dei singoli cittadini una importante occasione per arricchire la nostra comunità.  Il movimento Cesena SiAmoNoi non solo auspica che la scelta di trasformare i quartieri in sgabelli per nominati sia radicalmente rivista, ma rilancia chiedendo che alle elezioni di quartiere possano partecipare, oltre alle liste politiche, anche autocandidature di associazioni e singoli cittadini, previa raccolta delle firme necessarie per essere candidabili, in modo da incentivare quel reale senso di partecipazione dal basso che i quartieri hanno sempre manifestato e che hanno sempre costituito una ricchezza importante per la nostra città”.

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