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Quartiere Novello, "Progetto social housing? Alloggi troppo cari"

E' quanto affermano Anna Strippoli e Massimiliano Rocchi, rispettivamente coordinatrice e portavoce del comitato "Mille Papaveri Rossi"

"Il parco del nuovo quartiere Novello, diventi il "Parco dei cesenati". É l'unica parte "sana" di un progetto che per noi risponde poco, o solo marginalmente, alle esigenze abitative dei cesenati. Un progetto tutto in "social housing", dove i tanti alloggi previsti ad un prezzo convenzionato fin troppo "caro", (sia per la vendita, che per la locazione), non rispondono assolutamente alla esigenze e alla richiesta di una "vera" edilizia sociale e popolare della nostra città". E' quanto affermano Anna Strippoli e Massimiliano Rocchi, rispettivamente coordinatrice e portavoce del comitato "Mille Papaveri Rossi".

Per Strippoli e Rocchi si tratta di "un progetto che alla fine non intaccherà minimante la lunga lista di attesa di chi aspetta, da troppo tempo, un alloggio e una sistemazione abitativa decente. Non entriamo nel merito del progetto, il bello e il brutto sono del tutto soggettivi. E non ci interessano nemmeno le battutine populiste o le polemiche da "vecchia Democrazia Cristiana", fra Partito Democratico e 5 Stelle (alla faccia del nuovo che avanza). A noi interessa la sostanza, e riteniamo fondamentale che in un nuovo quartiere come il Novello, trovino spazio quote di alloggi destinate alla "vera" edilizia sociale e popolare. L'amministeazione comunale dovrebbe intervenire (e investire) concretamente su questo. Magari ragionando anche sul corposo avanzo di bilancio per trovare i fondi necessari".Il comitato "Mille Papaveri Rossi" ritiene "interessante" il progetto del parco: "è fondamentale tuttavia renderlo, in ogni sua parte, fruibile e accessibile a tutti"; come anche "inserire progetti per la socialità, con aree attrezzate con giochi per tutti, con spazi per la comunità come orti cittadini e punti di aggregazione, ampliando il più possibile le aree a parco prive di opere invasive (piu verde, meno strade e opere di urbanizzazioni) e perché no, rispolverare la vecchia legge un po' dimenticata di "un albero per ogni nato", dando la possibilità ai nuovi genitori di piantare o adottare un albero, realizzando davvero il "Parco dei cesenati"". 

"Sono passati diversi anni da quando si é pensato questo nuovo quartiere - proseguono Strippoli e Rocchi nelle osservazioni -. Dalla prima versione, fin troppo maestosa, si é passato ad un quartiere tutto in "social housing", con un primo cambio di rotta e una variante sostanziale. Ma è evidente che la crisi economica, tanto lunga quanto devastante, che ha colpito il nostro paese e anche Cesena, ha cambiato profondamnte la realtà delle cose e le carte in tavola. Il buon senso direbbe di prendere in considerazione un'ulteriore variante, andando nella direzione che noi abbiamo suggeritore e che chiediamo convintamente. Ampliando lo spettro delle possibilità e dando una risposta concreta in particolare alle fasce più deboli della nostra società. 
Non solo, noi crediamo profondamente nella necessità dell'azzeramento delle "morosità incolpevoli" (a proposito di come investire l'avanzo di bilancio), in particolare per chi non riesce a coprire, in parte o del tutto, le spese dell'affitto. Sarebbe importante investire e dare risposte concrete e soprattutto mettere in campo una verifica sulle richieste e assegnazione di alloggi, nuove e in essere, fatta in base alle esigenze reali (tante le segnalazioni di alloggi grandi assegnati a nuclei piccoli e viceversa). Nel sociale a parole sembra si investa molto, tanti milioni di euro. Ma alla fine, la coperta è sempre corta, ed evidentemente qualcosa non funziona. A partire proprio dal diritto alla "casa", ricordiamolo sancito dalla costituzione".

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