Provincia senza giunta, Bulbi: "I miei assessori lavoreranno gratis"

Il Presidente Bulbi: "Non ci possiamo permettere il lusso di lasciare il territorio senza governo. Siamo preoccupati per i servizi, la cui certezza è sempre più a rischio"

Incarichi completamente gratuiti assegnati agli assessori “aboliti”, per continuare a seguire le problematiche più significative e rilevanti per il territorio e per gestire al meglio la transizione alla nuova Provincia di Romagna, con l’obiettivo principale di preservare il più possibile la prossimità e la qualità dei servizi ai cittadini. E’ la scelta della Giunta della Provincia di Forlì-Cesena nel quadro di incertezza determinato dall’ultimo decreto legge del Governo relativo al riordino delle Province.
 
Come è noto, con l'approvazione da parte del Governo del decreto legge 188 del 5/11/2012in materia di contenimento della spesa pubblica e riordino istituzionale, si aboliscono le giunte provinciali di tutt’Italia a partire dal 1° gennaio 2013, lasciando di fatto il Presidente della Provincia solo a gestire tutte le funzioni attribuite agli assessori, con la sola possibilità di delegare, senza alcuna retribuzione, tre consiglieri provinciali a propria scelta in qualità di collaboratori.
 
“Pensiamo solo cosa possa significare: un consigliere, pur dovendo mantenere la sua professione e in contemporanea a questa, dovrebbe assumersi per esempio la responsabilità e avere la conoscenza della gestione di un bilancio di svariati milioni di euro oppure garantire la viabilità su 1.000 kmdi strade. Chiaramente dovrebbe essere pienamente operativo subito per garantire continuità. Questo provvedimento potrebbe mettere l’ente in una condizione di ingovernabilità. Resto sempre più convinto che era meglio abolire del tutto le Province fin da subito”, è la premessa che fa il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi.
 
Per questo la Giunta Provinciale di Forlì-Cesena ha deciso di intraprendere questa strada: dare incarico agli attuali assessori a titolo gratuito per poter continuare a lavorare efficacemente sui progetti già avviati. Non più come assessori, bensì come incaricati esterni, senza alcuna retribuzione. Gli assessori di Forlì-Cesena si sono, infatti, resi disponibili a continuare il loro percorso affiancando il presidente e collaborando per la realizzazione degli obiettivi di gestione della Provincia anche in forma volontaria e gratuita.
 
Commenta il Presidente Bulbi: “L’unica nostra preoccupazione sono i servizi ai cittadini. Continuo a ribadire il mio pensiero: il dibattito non poteva essere sull’abolizione o meno di un ente, ma su un riordino delle funzioni, se emergeva che un ente non era più necessario con la ridistribuzione dei compiti di legge, allora abolirlo. Ma se ci sono le funzioni, allora ci devono essere le risorse. Questo non sta più capitando. Ora, con l'azzeramento a partire da gennaio delle giunte, i progetti in fieri subiranno una battuta d'arresto che creerà di certo un rallentamento nella loro realizzazione e un'incertezza diffusa su chi li prenderà in carico e con quali competenze e risorse. Non significa certamente che tali progetti - opere pubbliche e servizi fruiti da migliaia di cittadini o imprese – non verranno più fatti, per esperienza so, però, che un anno di lavoro abbandonato significa diversi anni poi per riprendere in mano il progetto, ridiscuterlo e portarlo a compimento. Ritardi che, in questo momento di crisi economica, un territorio che ha la pretesa di rimanere competitivo non può permettersi. Come amministratori pubblici, dobbiamo dare risposte prima di tutto ai problemi dei cittadini e delle imprese e solo dopo interrogarci sulle architetture istituzionali”.
 
“Come Presidente è per me fondamentale avvalermi dell'esperienza, della competenza e della disponibilità degli assessori per non perdere tempo, disperdere i progetti per il territorio e non lasciare un lavoro irrealizzato - spiega sempre Bulbi - C'è molta approssimazione e pressapochismo nelle parole di alcuni ministri, che stanno dimostrando di non aver mai avuto a che fare con gli  enti locali e non conoscono minimamente le difficoltà relative alla gestione del territorio per garantire servizi di prossimità. E quando dico servizi intendo, per esempio, mantenere strade adeguate e sicure, oppure garantire gli autobus per gli studenti, le manutenzioni delle scuole o l’operatività della protezione civile. Il decreto 188 del 5/11/2012 precisa che le giunte vengono abolite dal 1 gennaio 2013, ma che le Province continueranno a gestire le funzioni delegate dalle Regioni fino al riordino di queste ultime. Questo significa un anno, tutto il 2013,  con compiti istituzionali, ma senza assessori per perseguirli. Infine, il Governo non ha ancora individuato le funzioni statali da attribuire al nuovo ente Provincia, non rispettando il termine previsto entro il quale avrebbe dovuto pronunciarsi, ovvero il 5 settembre scorso. La Regione d'altro canto, continua a manifestare profonda incertezza su come riorganizzare complessi servizi in materia di lavoro, agricoltura, ambiente e pianificazione territoriale. Il Governo della cosa pubblica, a tutti i livelli istituzionali, non può permettersi il lusso di lasciare l’auto in corsa senza conducente, chiunque egli  sia”.
 
 
 

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