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Città metropolitana Romagna, Di Placido (LibDem): "Lucchi buon ultimo"

Dopo che il sindaco di Cesena Paolo Lucchi ha lanciato ufficialmente la proposta di una città metropolitana romagnola, con tutti i poteri del nuovo ente, al posto delle ormai defunte Province, si accende le polemica politica

Dopo che il sindaco di Cesena Paolo Lucchi ha lanciato ufficialmente la proposta di una città metropolitana romagnola, con tutti i poteri del nuovo ente, al posto delle ormai defunte Province, si accende le polemica politica. A “rompere il silenzio” delle opposizioni è Luigi Di Placido dei Liberal Democratici che ricorda la sua precedente proposta della 'Provincia Unica', a suo tempo lanciata anche dall'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani.

Commenta Di Placido: “Se pensiamo che, nel Luglio 2012, quando proponemmo la Provincia Unica della Romagna, chi evitò la discussione e il confronto furono proprio il PD cesenate e il Sindaco Lucchi, a distanza di tre anni (e ancora una volta) possiamo dire con soddisfazione: ben arrivato, Sindaco!”

“Leggiamo le dichiarazioni del Sindaco Lucchi sulla necessità di dare vita ad un "ente di rilievo romagnolo, con un presidente e un consiglio, che vota e delibera e con attribuzioni previste dalla legge, che devono essere equivalenti a quelle delle città metropolitane”. Già nel 2012 affermavamo che un progetto politico unitario era una occasione che non bisogna assolutamente lasciarsi sfuggire: con un cambiamento epocale, come sarebbe questo, nulla sarebbe più come prima. D'altra parte, la necessità di razionalizzare è da tempo all'ordine del giorno, al punto che argomenti come la creazione di una unica ASL romagnola sono passati da pura teoria a realtà”.

“Perchè i romagnoli non dovrebbero capire la portata di tali decisioni? E perchè la politica dovrebbe avere timore nel proporli, se non tradendo la sua missione? Certo, ci sono tanti altri problemi che toccano i cittadini quotidianamente, ma perchè non dire con chiarezza che parte di essi potrebbero venire affrontati prima e meglio con la semplificazione del quadro istituzionale ed amministrativo? Piuttosto che farsi cadere addosso decisioni di altri, il senso di responsabilità dovrebbe chiamarci tutti ad un colpo d'ali, dimostrando che la politica locale guida i processi, e nei limiti del possibile non se li fa dettare nè da Bologna nè da Roma”.


“La Romagna potrebbe diventare un esempio al quale far guardare tutto il Paese, un esempio di lungimiranza e coraggio. Quindi, salutiamo con favore la presa di posizione del Sindaco Lucchi, anche se ci rimane qualche dubbio. Il primo è che, volere una razionalizzazione del sistema istituzionale e aver creato una Unione dei Comuni con solo 6 enti, oltre ad essere contrario alle fusioni (come invece coraggiosamente propone il Sindaco di Roncofreddo Bulbi, prendendo atto della situazione finanziaria sempre più difficile dei piccoli Comuni), suona un po’ stonato. Il secondo è che ci piacerebbe capire come questa intenzione si sposi con le politiche isolazioniste perseguite da Cesena negli ultimi anni su cultura, aeroporti, logistica, giusto per fare qualche esempio. Il Sindaco Lucchi vuole la città metropolitana della Romagna ma snobba l'ipotesi di gestione diretta del ciclo dei rifiuti promossa dal comprensorio forlivese e non solo. Quale coerenza in queste posizioni?”, conclude Luigi Di Placido.

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