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Profughi, Morrone (Lega): "Sindaco e assessore non ne conoscono il numero"

“L’assessore al welfare di Cesena e il sindaco Lucchi, che è anche presidente dell’Unione Comuni Valle Savio, non conoscono il numero degli aspiranti profughi che circolano sul territorio"

“Dunque, l’assessore al welfare di Cesena e il sindaco Lucchi, che è anche presidente dell’Unione Comuni Valle Savio, non conoscono il numero degli aspiranti profughi che circolano sul territorio. Anzi, ufficializzano addirittura che i numeri ‘cambiano di giorno in giorno’, perché ci sono nuovi arrivi e dimissioni dal sistema di accoglienza. Insomma, chi dovrebbe avere il polso della situazione per amministrare e controllare un’area ormai a rischio non sa o sottovaluta quanti stranieri, di fatto irregolari per la stragrande maggioranza, stazionino da Cesena a Verghereto e quanti falsi profughi, a cui è stato negato lo status, scorrazzino per le strade anziché essere rispediti in patria. Davvero encomiabile”.

Lo afferma Jacopo Morrone, segretario nazionale della Lega Nord Romagna, commentando quanto pubblicato dalla stampa locale rispetto a una risposta data dall’assessore al welfare in Consiglio comunale.

“Una risposta, quella dell’assessore, omissiva, considerando - aggiunge - che questi dati dovrebbero essere arcinoti, soprattutto a Lucchi, visti gli incarichi che ricopre anche nel campo sanitario, ma anche a fronte delle innumerevoli occasioni in cui il sindaco di Cesena ha pontificato sull’accoglienza obbligata nelle nostre comunità di questi stranieri. E poi è davvero credibile che Benedetti e Lucchi non abbiano ancora nulla da dire sulla ‘nuova convenzione’ che affiderà, ahinoi!, la gestione di questi immigrati all’Unione Comuni Valle Savio, quindi alla responsabilità dello stesso Lucchi? Via, non scherziamo, questi amministratori cercano solo di glissare per evitare proteste. Un modo di agire di cui troppo spesso il sindaco di Cesena abusa. In ogni caso, contestiamo il suo modello di ‘accoglienza diffusa’, solo all’apparenza migliore dell’accoglienza a grandi numeri. La proliferazione di nuclei di stranieri sul territorio, pur di 20/25 persone o meno, spesso gestiti con troppa faciloneria, scarica il problema della convivenza, della sicurezza e del degrado sui residenti e sui piccoli agglomerati delle zone forzate a ospitarli".

"E’ infatti praticamente impossibile controllare efficacemente tanti nuclei sparsi su un vasto territorio, così gli amministratori fingono di non vedere, mentre la popolazione si accorge a cose fatte dell’insediamento gli aspiranti profughi alla spicciolata. E’ davvero ora di dire basta. Di fronte alla cronaca quotidiana che ci parla, per esempio, di italiani anziani in situazioni drammatiche non possiamo concepire che lo stato spenda oltre 5 miliardi di euro nel 2017 per mantenere giovani stranieri in forze, che non fuggono da alcuna guerra, ma sono parte di un’invasione programmata. Né possiamo accettare che, in nome di una falso solidarismo, ci siano cooperative, soggetti privati, enti tutt’altro che caritatevoli che si riempiono le tasche sfruttando il paese”.

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