Profughi, Cesena Siamo Noi: "Tutti d'accordo sulla rendicontazione, tranne il Pd"

"Da mesi il Movimento Cesena siamo Noi porta avanti un’azione di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Da mesi il Movimento Cesena siamo Noi porta avanti un’azione di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo che, partendo dall’inclusività come valore per la comunità, vuole favorire un punto di vista che vada oltre le ideologie. L’obiettivo è l’analisi su come vengano impiegati a livello locale gli strumenti previsti dalle normative, per evitare casi di sfruttamento economico o mancata tutela della persona. Il polarizzare la discussione pro o contro il sistema accoglienza richiedenti asilo, soprattutto a livello locale, crediamo ostacoli questa analisi.

Abbiamo presentato una mozione nell’ultimo consiglio comunale a maggio, votata favorevolmente anche da M5S, che chiedeva l'obbligo per gli enti e le associazioni incaricati di gestire l'accoglienza di una rendicontazione chiara e puntuale, come nel sistema Sprar vigente, e l’attivarsi di tutti gli operatori a livello locale per gestire la prima e seconda accoglienza (anche quando i contributi e l’assistenza dovuta terminano e, nel giro di poco tempo, si trovano fuori dai centri persone senza una rete di relazioni nel territorio, con pochi strumenti e spesso a rischio di deriva malavitosa).  
Ci fa piacere che l’attenzione su singoli temi come la rendicontazione si stia ora allargando, con le dichiarazioni in tal senso di Libera Cesena, mentre aspettiamo ancora che il PD spieghi le ragioni per cui ha votato negativamente una mozione, in cui si chiedeva l’impegno per un maggiore controllo e chiarezza dei conti.   

Nell’ultima commissione consiliare abbiamo analizzato le direttive dell’Unione proprio rispetto ai temi della nostra mozione.  Abbiamo appreso che su questi punti, nel nuovo disciplinare del bando dell’Unione per i soggetti gestori, a parte il numero di posti previsto dalla nuova convenzione con la Prefettura che arriverà a circa 320 totali (inclusi quelli in gestione diretta ora), poco ci sarà di nuovo: da un lato si parla di sistema perfettibile e situazione in continua evoluzione, dall’altro si decide andare a nuovo bando per i posti aggiuntivi senza adeguare il sistema alle migliori pratiche, anche quelle presenti nel territorio.

Il modello va certo adeguato ad una realtà che cambia e va affrontata con strumenti che devono evolvere con lei, proprio sfruttando la “discrezionalità” che l’Unione ha a disposizione nel suo sistema di accreditamento. In questo momento registriamo che non si osa fare un passo ulteriore per migliorare la trasparenza, il coordinamento degli operatori e dei servizi sul territorio, le attività di monitoraggio, di cui anche in commissione non ci è stata chiarita la periodicità.  
Abbiamo ribadito l’importanza di una contabilità più dettagliata e trasparente, che garantisca un migliore controllo sul fatto che i servizi vengano erogati come devono essere erogati, unica possibilità per fornire strumenti per l’integrazione a chi arriva nel nostro paese e alla comunità, che deve essere garantita sull’utilizzo dei soldi stanziati dal governo centrale, anche al fine di mitigare le tensioni sociali.  

 L’unica rendicontazione richiesta si limita ora – come dimostrano i corposi atti dei verbali dell’Unione - all’elenco del numero degli ospiti per notte, a cui segue il documento fiscale delle associazioni a cui il comune versa, dei 35 euro ricevuti dalla Prefettura, 31 per ogni presenza al giorno, trattenendo il resto per attività di coordinamento. Si tratta di una contabilità molto diversa da quella in uso nel sistema di contributi pubblici, lo sa per esperienza ogni piccola associazione o soggetto che riceve un contributo pubblico e deve dimostrare l’effettività e congruità della spesa, dietro presentazione di scontrini e fatture. Chi opera nel sistema dell’accoglienza spesso svolge un’attività ammirevole, ma i fondi a loro erogati – e si tratta di flusso globale di milioni di euro all’anno - devono essere controllati con chiarezza e in modo uniforme, ancora di più ora che è evidente che si tratti non di emergenza ma di situazione prolungata nel tempo.

Movimento Cesena SìAmo Noi

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