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Primo Maggio, i sindacati scendono in piazza anche a Cesena: "Vogliamo più sicurezza"

"Come Cgil, Cisl e Uil, crediamo che nel Terzo millennio non si possa accettare che una persona rischi la salute o la vita per esercitare il proprio diritto al lavoro"

“Le tragedie che si verificano sui luoghi di lavoro sono purtroppo una delle brutte notizie che aprono i telegiornali o che leggiamo sulle prime pagine dei quotidiani. Come Cgil, Cisl e Uil, crediamo che nel Terzo millennio non si possa accettare che una persona rischi la salute o la vita per esercitare il proprio diritto al lavoro. Soprattutto in questi anni di difficoltà economica alcune imprese hanno pensato di fare concorrenza abbattendo i costi e fra questi quelli della sicurezza, esponendo i propri dipendenti a rischi di infortunio”. E’ quanto affermano i sindacati alla vigilia della festa del Primo Maggio, che si terrà martedì in Piazza del Popolo. La giornata prevede alle 7 la partenza della 12esima medio fondo ciclistica in collaborazione con Uisp Cesena, alle 14.30 musica con l'orchestra Vincenzi e alle 16 l'intervento del segretario generale della Cisl Emilia Romagna a nome di Cgil, Cisl e Uil. Per tutta la giornata  esposizione di moto d’epoca e dei  tradizionali carri agricoli lungo Viale Mazzoni.

“Negli ultimi cinque anni (2012 – 2017) nella nostra provincia gli incidenti mortali sono aumentati da 11 a 17 (fonte Inail 2018), posizionandola al terzo posto in regione dopo Modena (24) e Bologna (20) che però hanno una popolazione lavorativa maggiore della nostra. Oltre agli incidenti mortali occorre considerare gli infortuni non mortali e le malattie professionali che per il sistema Paese sono un costo complessivo valutato in 20 miliardi di euro all’anno, che per le imprese equivalgono a 9 milioni di giorni di lavoro persi. Come sindacati, quindi, abbiamo voluto mettere all’attenzione di tutti il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro all’attenzione delle Istituzioni, delle imprese, dei lavoratori e dei cittadini perché non si può accettare di ammalarsi o di morire per lavoro". I sindacati chiedono "l’assunzione di più ispettori del lavoro e più formazione, l’addestramento dei lavoratori sul posto di lavoro, l’inserimento delle attività routinarie tra quelle oggetto della valutazione dei rischi".

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