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Sabato, 22 Giugno 2024
Politica

Cesenatico, il Pri sostiene l'introduzione del testamento biologico

"Sia chiaro  non intendiamo far esprimere il consiglio comunale su  questioni etiche, religiose o filosofiche che sono al di fuori dei propri poteri giurisdizionali"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"In quanto Repubblicani ci sentiamo in dovere di sostenere ed impegnarci nelle nostra città per l’istituzione di un registro comunale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) o Testamento Biologico": è la presa di posizione del partito dell'edera, per bocca di Igor Magnani.

Prosegue la nota: "Dopo il consenso informativo alla cura, è fondamentale oggi proseguire un ulteriore passo verso il rispetto dell’ individuo e della sua piena e personale libertà di scelta , la libertà di accettare o rifiutare fittizie soluzioni che aggravano sofferenze , impongono limitazioni a volte insopportabili e  spesso lesive della dignità personale. Comprendere che è plausibile non avere più le forze per contrapporsi al dolore, alle sofferenze fisiche che un accanimento terapeutico privo di speranza cagiona".

Specifica il Pri: "Con l’introduzione  e la completa applicazione del D.A.T (Testamento Biologico) non si vuole ledere la libertà di nessun , ma si  estenderebbe  la difesa dei diritti del cittadino che intende opporsi ai  trattamenti che impediscono una normale vita di relazione. Una libertà di scelta che va assolutamente tutelata e garantita , ad ognuno di noi deve essere concessa e resa la libertà di astenersi e vivere la propria vita, libero da ogni omologazione teocratica e religiosa. Luca Goldoni la definì”la libertà di andarmene non appena viene il buio, decidere quando la luce è ancora accesa".

Siccome questa battaglia ha bisogno di una legge nazionale e di un sostegno dalle amministrazioni locali il PRI presenterà al prossimo consiglio una mozione su questa introduzione: "Sia chiaro  non intendiamo far esprimere il consiglio comunale su  questioni etiche, religiose o filosofiche che sono al di fuori dei propri poteri giurisdizionali, ma sul piano pratico di istituire un servizio che doverosamente risponde al rispetto dei diritti civili ed al dettato costituzionale, un dovere che una istituzione laica e liberale non può  vietare. Non chiediamo di condividere la scelta  ma di permettere la libertà di scelta".
 

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