Possibile Cesena: "Bene l'accordo in Technogym, continueremo a vigilare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Siamo contenti per l’intesa raggiunta tra l’Azienda e i Sindacati sul rinnovo del contratto integrativo in Technogym, mettendo così fine a un periodo di agitazione dei lavoratori che si è manifestato anche con quattro mesi di blocco delle flessibilità e due scioperi partecipati.

Siamo contenti perché, oltre ai premi economici di risultato, si legge sui giornali che l’accordo prevede alcuni interventi che hanno il fine di iniziare a migliorare la qualità del lavoro e, quindi, della vita dei lavoratori: oltre ai recenti condizionatori nella zona produzione, ci sarà una migliore flessibilità del lavoro, attenzione all’ambiente di lavoro, disabilità e invalidità, all’organizzazione del lavoro (carichi, tempi, fasi), tutele straordinarie come permessi retribuiti aggiuntivi per i genitori e l’assistenza a figli piccoli, integrazioni salariali per le neomamme o i neogenitori in permesso. Sarà istituito un gruppo di lavoro bilaterale paritetico tra azienda e Rsu in cui verranno approfondite le varie tematiche e allestita una saletta Rsu; resta invece purtroppo l’impossibilità di fare riunioni sindacali dentro l’azienda.

Come Possibile, il partito di sinistra fondato da Giuseppe Civati, siamo sempre stati attenti alle tematiche legate al lavoro, al diritto al lavoro e alla qualità del lavoro, e crediamo che la politica debba fare attivamente la sua parte, anche sul piano locale. Emblematico è stato appunto il caso Technogym, un’importante azienda che fa del Welfare (Benessere) la sua mission principale. Crediamo fortemente che il benessere debba cominciare dai lavoratori, tutti, e che debba essere una parola da riempire di significati tramite scelte precise. E tali scelte devono necessariamente muovere verso il miglioramento della qualità del lavoro, tenendo in considerazione le diverse situazioni (neo genitori, disabili, moli di lavoro e tipi di lavorazioni, ecc). Ciò si può riassumere nella migliore conciliazione tra vita e lavoro perché non si può vivere per lavorare, ma lavorare per vivere.

Possibile Forlì-Cesena continuerà a vigilare su questa e altre situazioni lavorative e siamo pronti a intervenire, anche coinvolgendo associazioni, qualora ci arrivino segnalazioni circa cattive situazioni di lavoro per le fasce deboli, come ad esempio per i disabili (carichi di lavoro, tempi, ecc). Ci auguriamo che possano essere raggiunti nuovi punti d’incontro e che siano create tutte le condizioni che portino a un maggiore coinvolgimento (anche sindacale) dei lavoratori nella vita dell’azienda.

Possibile Forlì-Cesena

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