Più tasse per gli enti no-profit, Di Maio: "Il governo fa cassa sui più fragili"

Il parlamentare boccia la scelta del governo di eliminare lo sgravio Ires per gli enti no profit

"La scelta del governo di eliminare lo sgravio Ires per tutti gli enti e operatori che agiscono nel mondo del no-profit è una mazzata che ricadrà anche sul nostro territorio: vengono colpite quelle realtà che quotidianamente si occupano di assistenza sociale, sanità, beneficenza, istruzione, alloggio sociale, terzo settore". Lo afferma il deputato Marco Di Maio, segretario della Commissione Affari costituzionali della Camera, a proposito della scelta compiuta dal governo con la manovra in discussione a Montecitorio di portare l'aliquota Ires per i soggetti del no-profit dal 12 al 24%. Misura contro la quale ha presentato, assieme ai propri colleghi, emendamenti specifici per chiederne la modifica. 

"Il danno non risiede solo nei 120 milioni di euro di tasse in più che il governo vuole incassare da soggetti impegnati a svolgere servizi che spesso lo Stato da solo non riesce a garantire - afferma il deputato -, ma anche nel fatto che con quelle risorse si fornirà minor assistenza alle fasce più fragili della società. Si stima che per ogni euro investito nel terzo settore, se ne generino 14 di valore per l'intera società: qui si colpiscono soggetti impegnati a contrastare quella povertà che il Governo guidato da Lega e M5S a settembre, affacciandosi dal terrazzo di Palazzo Chigi, aveva annunciato di aver abolito. Una vera vergogna". 

"A nulla servono la visite alle associazioni o le dichiarazione di compiacimento - prosegue il parlamentare - se poi gli atti che si compiono vanno nella direzione esattamente opposta a quella che il terzo settore si aspetta. In questo modo si mortifica il protagonismo della società, si mina alla base il concetto di sussidiarietà, si crea una società meno inclusiva e meno disponibile ad aiutare i più bisognosi. Ci opporremo in ogni modo, in parlamento e nella società", conclude Di Maio.

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