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Pirini (Coraggio Savignano Cambia): "Ecco cosa può fare un Comune per le donne vittime di violenza"

Giovedì 16 Maggio nella Sala Allende di Savignano sul Rubicone, grazie alla Lista Civica Coraggio del Candidato Sindaco Luca Pirini si è creata una tavola rotonda di professionisti, enti e associazioni

Giovedì 16 Maggio nella Sala Allende di Savignano sul Rubicone, grazie alla Lista Civica Coraggio del Candidato Sindaco Luca Pirini si è creata una tavola rotonda di professionisti, enti e associazioni che insieme si sono fatti una domanda ben precisa: che cosa può fare l’amministrazione per affiancare le donne vittime di violenza.

Spiega una nota della lista civica: "La serata si è aperta con una testimonianza preziosissima di una sopravvissuta al genocidio in Ruanda. Da essa è emerso come la violenza rende fragili e solo attraverso l’aiuto dell’altro si può ricostruire una solida percezione di empowerment e fiducia in sé stessi. Importante è un’ amministrazione aperta all’ascolto per cercare sempre nuove e più ottimali soluzioni in risposta al fenomeno. Attraverso l’analisi dei dati è poi emerso come il fenomeno sia ancora sommerso, in quanto le donne, per paura delle conseguenze non denunciano e sminuiscono le violenze subite. Il clima culturale diffuso di normalizzazione della violenza rende anche più difficile il lavoro di presa di consapevolezza e tolleranza zero alla violenza".

"Fondamentale il contributo di due avvocati che si occupano di diritto di famiglia, perché la violenza avviene prevalentemente dentro le mura domestiche, tra chi si sceglie di mettere al proprio fianco. Capire quali sono le strade percorribili e comprendere di non abusarne fingendo finti reati di violenza è importante per non appesantire una macchina della giustizia di false denunce con il rischio che sfugga quella vera che necessita di presa in carico immediata. L’amministrazione deve rimanere vigile per evitare che centri di sostegno alle donne incentivino queste male pratiche. Il Centro Anti Violenza di Cesena ha portato la testimonianza della sua attività sul territorio ogni giorno a sostegno e supporto delle donne per iniziare quel processo di assunzione di responsabilità della propria vita, insieme ad una testimonianza molto forte di chi, una madre, se l’è vista portare via dalla morbosità di un uomo che la voleva solo per se. Emerge come scuola, amministrazione e famiglie debbano collaborare uniti contro al fenomeno insieme ai professionisti pubblici o privati ed alle associazioni. Infine l’associazione DireUomo ha parlato del fenomeno visto dagli occhi di chi, le violenze, è abituato a commetterle. Nel loro lavoro presso le carceri cercano di fare sviluppare consapevolezza dell’agito e promuovere un cambiamento comportamentale di sana assertività senza uso di violenza o prevaricazione. La serata si è conclusa con una spinta alla speranza verso il coraggio delle donne ad uscire dal ruolo di vittima per abbracciare in pieno la propria esistenza".

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