Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Pietro Grasso a 360 gradi: il presidente del Senato inaugura la Summer School

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha aperto giovedì i lavori della Summer School della Scuola di Politiche di Enrico Letta in corso a Cesenatico fino a domenica

“Ci sono ancora delle verità che dobbiamo trovare. Non smetterò mai di cercarle”. Questo uno dei passaggi più emozionanti dell’intervento del presidente del Senato Pietro Grasso che ha aperto giovedì i lavori della Summer School della Scuola di Politiche di Enrico Letta in corso a Cesenatico fino a domenica. Il ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e il riferimento ai giovani sono stati i primi pensieri dell’ex  magistrato che ha parlato davanti alla platea di 200 giovani tra i 18 e i 30 anni che partecipano alla Summer School partendo dal tema della storia. “Una valida formazione politica non può prescindere dal senso della storia - ha affermato -. La chiave per cambiare il futuro è ricostruire il passato e la memoria collettiva. In questo senso rivolgersi ai giovani è importantissimo”.

Anche la testimonianza è strumento di cambiamento: "Falcone e Borsellino sono stati in grado di smascherare l’indifferenza, la rassegnazione o l’alibi di non voler vedere la realtà. Siamo molto in debito nei confronti di questi uomini, che hanno dato la vita per i loro valori: sui cumuli di terra che li ricoprono dobbiamo inginocchiarci”. La mafia ha il suo welfare, ha proseguito il presidente: “Si preoccupa dei cittadini, soddisfa le loro necessità, li protegge. Questa frase può sembrare un paradosso o uno scherzo macabro, invece racchiude una grande verità sul modo di agire della mafia, che è intimidazione e violenza ma ha anche bisogno del consenso, che le garantisce una forza più grande di quanto farebbe la paura”.

Di qui l’importanza della presenza dello Stato. “Solo il lavoro offerto dalla società civile, dalle istituzioni,  può far sì che i giovani possano essere liberi, indipendenti e sottrarsi dalla mafia. Oggi purtroppo si assiste a un sensibile arretramento del welfare. Bisogna allora stare attenti che le mafie e la criminalità non sfruttino questo spazio lasciato vuoto dallo Stato. Il lavoro dei giovani al Sud è la priorità assoluta per la politica. Noi abbiamo una politica emergenziale e invece serve un programma lungimirante, che dovrebbe cominciare dal progettare infrastrutture per il Sud”.

Immigrazione

Altrettanto chiare le risposte di Grasso sull’immigrazione. “Io sono per l’accoglienza, sono per l’integrazione, per la lotta alla mafia che priva della libertà i cittadini e i giovani, che toglie dal mercato del lavoro i giovani arruolandoli nella criminalità, sono per la lotta al terrorismo e a tutto quello che è privazione della libertà. E soprettutto sono per la ricostruizione dell’uguaglianza e dei diritti. La forbice delle diseguagliane tra ricchi e poveri si è allargata, dobbiam cercare di invertire questa tendenza”.  

Giovani

Questo l’argomento più caro e ricorrente: i giovani.  “E’ dei giovani la voglia di cambiare il mondo, di combattere le ingiustizie ed è dei giovani credere che le loro idee e i loro sogni siano realizzabili. E quindi sono solo i giovani coloro nei quali si può riporre fiducia e speranza che riescano a realizzare quelle cose che per il resto dell’umanità sono impossibili. Credo che ci sia un enorme bisogno di scuole di politica come queste”.

Etica politica

Ha quindi esortato il presidente: “abbiamo estrema necessità di formare una classe dirigente che sappia istruirsi, informarsi, andare oltre le polemiche su Twitter e offrire risposte efficaci. La vera sfida futura è nella ricerca di una funzione etica della politica. Un mandato che è libero solo se si è capaci di svicolare dal consenso a basso costo. Serve formazione soprattutto etica dei giovani per poter far sì che ci sia una politica diversa”.

            Al direttore della Scuola delle Poltiche Marco Meloni è andato quindi il compito delle conclusioni che ha dedicato al tema della verità: “Credo sia fondamentale che quegli elementi di verità che non sono ancora noti si ricerchino fino alla fine. E credo sia un’urgenza, una richiesta, che deve arrivare da parte di ogni cittadino, oltre che da parte di coloro che hanno il dovere istituzionale di farlo. Nel nostro piccolo, aprire una finestra sulla storia recente del nostro Paese significa dimostrare l’importanza che voi conosciate queste vicende, che insieme le studiamo. Senza la conoscenza della storia non si edifica una democrazia che vive quotidianamente”.

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