Provincia unica, "occorre lavorare con realismo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Nell'attuale dibattito sull'accorpamento delle province romagnole occorre ragionare in maniera concreta, prendendo in esame quelle che sono le recenti disposizioni ministeriali realisticamente applicabili.

Con le innumerevoli dichiarazioni politiche rilasciate nei giorni scorsi si corre il rischio di allontanare i cittadini dalla comprensione di ciò che si può o non si può fare, mentre si dovrebbe spiegare chiaramente quali saranno le future prospettive di riorganizzazione territoriale che l'establishment politico locale dovrà gestire con tempistiche risicate.

La delibera del Consiglio dei Ministri del 20 Luglio scorso non dà adito ad interpretazioni fantasiose, poiché espone esplicitamente quali saranno le province romagnole che non rispondendo ai parametri richiesti dovranno essere accorpate, e non soppresse, così come richiesto recentemente anche dalla BCE.

Chi contrasta l'opzione della provincia unica, proponendo al suo posto l'istituzione della Regione Romagna, dimentica che le province sono previste dal capitolo V della Costituzione, che non potrà essere modificato con tanta leggerezza. Potrà mai la Romagna, una volta conquistata la propria autonomia, presentarsi come l'unica regione della penisola senza province? Ci pare alquanto inverosimile.

E' da oltre quarant'anni che i repubblicani si battono per l'abolizione delle province, considerandole un inutile organismo intermedio dell'apparato statale, ma bisogna essere realisti sfruttando al meglio le opportunità che la quotidianità ci offre.

Volenti o nolenti dovremo fare i conti con questa semplificazione territoriale; per questo riteniamo opportuno lavorare nella direzione della Provincia Unica proponendo nel prossimo consiglio comunale gambettolese l'approvazione dello stesso ordine del giorno presentato a Forlì dal sindaco Balzani.

I tentennamenti recentemente mostrati da importanti esponenti del PD cesenate e riminese dimostrano la scarsa volontà di abbandonare i propri posti di comando, a discapito dell'interesse generale; ci auguriamo che a Gambettola non accada la stessa cosa

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