Lucchi scrive a Bonaccini: "La creazione di lavoro deve diventare l’ossessione positiva"

"Noi cesenati ci sentiamo pronti a far la nostra parte e ad affiancarti nell’impegno per trasformare la creazione di lavoro nell’ossessione positiva della nostra comunità regionale", afferma Lucchi

Stefano Bonaccini nella foto

Mettere il problema del lavoro al centro dell’agenda politica, ma con la capacità di porsi obiettivi ambiziosi ed anche mettersi in discussione. E’ questo il messaggio che il sindaco di Cesena Paolo Lucchi manda al neo Ppesidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, prendendo le mosse dal suo annuncio che il primo impegno della nuova amministrazione regionale sarà quello per un  “Nuovo Patto per il lavoro e per la crescita”.

Lucchi sottolinea la piena sintonia con l’orientamento indicato dal Presidente Bonaccini: “La creazione di lavoro deve diventare l’ossessione positiva della nostra comunità regionale”. "Ho letto - esordisce il primo cittadino - che il primo impegno che prenderà la nuova Giunta regionale sarà la convocazione di sindacati, imprenditori ed Università, per siglare un “Nuovo Patto per il lavoro e per la crescita”.Ti sei infatti posto un obiettivo: quello di far crescere l'occupazione in Emilia-Romagna, individuando alcune priorità e lavorando su quelle, a partire da un miglior utilizzo dei fondi strutturali europei, dall’abbattimento della burocrazia, dallo sfruttamento ancor più deciso di turismo e digitale. E ciò con l’obiettivo di essere una locomotiva fondamentale del nostro Paese, che ha voglia e bisogno di uscire dalle secche di questa infinita crisi economica e sociale".

"Penso che tu sia partito con il piede giusto - evidenzia Lucchi -. Oggi la priorità, “l’ossessione quotidiana” di ogni amministratore pro tempore della cosa pubblica, non può che essere proprio il lavoro. Soprattutto il “nuovo” lavoro, unica risposta possibile ad una disoccupazione ormai insopportabile, che nella sola Cesena, lo sai bene, ha prodotto 8.000 donne ed uomini privi di occupazione e 1.500 famiglie povere, aiutate - per fortuna - da un sistema virtuoso che nella nostra città vede collaborare Comune, Curia, Caritas, un ampio mondo del volontariato. Ma non basta “affrontare” questa situazione. Bisogna porsi obiettivi ambiziosi ed anche mettersi in discussione. Profondamente. Ce lo impone un evidente cambiamento che sta attraversando tutto e tutti. Infatti, che la rivoluzione tecnologica implichi un pesante impatto sul mondo del lavoro, non è una novità. Ma in questi ultimi anni all'innovazione tecnologica si sono aggiunte altre variabili, come l'invecchiamento della popolazione mondiale, che cambiano ulteriormente il quadro di riferimento futuro".

"Che questo sia solo l'inizio, è una facile previsione e non certo solo mia. Secondo due studiosi britannici, Carl Benedikt Frey della Oxford Martin School e Michael A. Osborne del Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Oxford, negli Stati Uniti sono a rischio robotizzazione il 47% dei posti di lavoro nei prossimi 10-20 anni. Una percentuale che in Europa sale al 50%, stando ai dati della Fondazione Bruegel. Nel loro studio i due studiosi britannici hanno stimato il “rischio di  computerizzazione” di 702 diversi tipi di lavoro, da quelli tradizionali a quelli digitali, dalle occupazioni manuali a quelle professionali - continua il sindaco di Cesena -. Ecco perché, allora, sostengo che dobbiamo metterci profondamente in discussione, puntando ancor di più sull’innovazione tecnologica, ma investendo soprattutto sulla scuola, la formazione, l’Università e su tutti i mestieri che non possono prescindere dalla precisione, dalla capacità analitica e di reazione rapida in situazioni difficili dell'uomo, oppure dalla manualità, come per i lavori artigianali, artistici, legati al benessere fisico.

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"Sai bene che il cesenate da sempre ha trovato la propria capacità di equilibrio economico e sociale proprio in questo: da un lato una profonda capacità d’innovazione (applicata al campo dell’agricoltura, della produzione alimentare biologica, al benessere fisico) e dal’altro un legame con il proprio artigianato (strutturatosi anche in comparti fondamentali come quello calzaturiero) e con il turismo, che ci hanno garantito un’immagine nazionale tradottasi anche in certezza sociale per tanti - osserva Lucchi -. Per questo noi cesenati ci sentiamo pronti a far la nostra parte e ad affiancarti nell’impegno per trasformare la creazione di lavoro nell’ossessione positiva della nostra comunità regionale. Che il Presidente dell’Emilia-Romagna stia andando in questa stessa direzione, è un segnale di speranza per ogni cittadino ma, permettimelo, anche una sfida decisiva per la politica e per il mondo della rappresentanza economica e sociale che, affiancandoti a dovere, avranno l’occasione per dimostrare di essere completamente all’altezza del futuro di equilibrio di una Regione come la nostra.

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