Valore città, Lucchi e Battistini replicano al M5S: "Venduti 52 beni su 72"

Il sindaco Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini replicano così alle parole dei pentastellati Natascia Guiduzzi e Claudio Capponcini

"Il Movimento 5 Stelle Cesena continua nel tentativo di cercare polemiche preelettorali provando a far credere che la gestione del Comune non sia stata oculata. Questa volta ci prova con la società "Valore Città", con socio unico il Comune, creata nel 2008 al fine di valorizzare ed alienare beni immobili e con le risorse incassate investire in opere pubbliche. La scelta fatta allora dalla precedente amministrazione comunale era motivata dal momento di particolare crescita dei valori immobiliari dei primi anni 2000. Però nel 2008 scoppiò la crisi finanziaria ed economica più grave dal dopoguerra ed i valori degli immobili e dei terreni crollarono". Il sindaco Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini replicano così alle parole dei pentastellati Natascia Guiduzzi e Claudio Capponcini.

"I risultati ottenuti dalla società Valore Città da allora al momento attuale, in cui si sta procedendo alla prossima chiusura della liquidazione, mostrano dati di tutto rispetto, nonostante il crollo del settore immobiliare in Italia - osservano gli amministratori comunali -. La società ha ricevuto complessivamente dal Comune 72 beni immobili per un valore allora attribuito da perizia pari ad 31.197.776 euro; tramite 41 aste sono stati venduti in totale 52 beni per un valore complessivo di 12.246.343 euro. Queste vendite hanno generato minusvalenze per complessivi 2.080.802 euro e plusvalenze per 2.532.379 euro, con un saldo positivo quindi pari ad 451.577 euro. I rimanenti 19 beni immobili, vengono ora riassegnati al Comune di Cesena, per chiudere la società che ha esaurito il proprio scopo; questi immobili oggi hanno un valore di mercato ridotto (14.939.725,01 euro) rispetto al 2008, esattamente più basso di 4.463.284 euro, ma non si può proprio dire che ciò comporti una perdita per il Comune, infatti i beni sono gli stessi di allora".

"Qualche esempio può aiutare a comprendere - proseguono Lucchi e Battistini -. Il circolo tennis di via Veneto nel 2008 fu valutato 1.242.530 euro ed oggi una perizia lo valuta 611.504,41 euro; ma il bene immobile che il Comune si riprende è sempre lo stesso e, qualunque valore gli si attribuisca, non si può dire che ci sia una perdita nel riacquisirlo al patrimonio comunale. Nel contempo in questi 11 anni il Comune,  dalle vendite degli immobili a Valore Città,  ha incassato risorse che hanno consentito, in assenza di altre fonti di finanziamento, di fare lavori pubblici, cioè manutenzioni alle strade, alle scuole, piste ciclabili, sicurezza stradale, interventi nei quartieri, riducendo contemporaneamente i mutui e quindi l’indebitamento. Infine il patrimonio comunale, come risulta dalle evidenze di bilancio, dal 2009 al 2018 si è incrementato sia nelle immobilizzazioni materiali, sia in quelle finanziarie (le partecipazioni societarie), dimostrando quindi che le vendite immobiliari non hanno depauperato il Comune".

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La replica del M5S

Replicano i pentastellati: "Purtroppo ma coerentemente, come nostro costume non facciamo polemiche “preelettorali” ma mettiamo in luce gli aspetti più controversi e negativi della gestione del Comune da parte di questa giunta, e in particolare gli Insoluti e le Partecipate, cioè le specifiche tecniche di questi delicati settori che guarda caso, stiamo discutendo proprio in questo periodo nelle commissioni comunali dedicate Siamo compiaciuti di riscontrare nella nervosa risposta del sindaco e del suo vice al nostro articolo su Valore Città, che concordano sui numeri da noi comunicati, anche se dimenticano, guarda caso, di inserire quelli più interessanti, che invece noi abbiamo reso noti. E precisamente che Valore Città, così preziosa a detta del sindaco e del suo vice, in 10 anni è costata come spese di gestione circa 4 milioni di euro (1.672.413 euro per interessi passivi e oneri bancari; 1.961.560 euro per spese di cancelleria e pubblicità, compensi ad amministratori e collaboratori, e spese notarili), oltre al debito residuo di 2.990.000 euro quale debito residuo alle banche.
Tutte voci di spesa che si accollerà il Comune, debitamente documentate negli atti di rendicontazione della partecipata di cui abbiamo discusso la messa in liquidazione Come più volte detto non ci interessano le polemiche, specialmente rispetto a questa giunta e a questo sindaco, per fortuna in scadenza Ci interessa divulgare le mancanze di questa amministrazione per non ricadere negli stessi errori e nelle stesse contraddizioni in futuro".
 

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