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Negozi e orari, Alessandrini (Pd): "A Regione e Comuni il ruolo di programmazione"

Riconoscere alla Regione e ai Comuni il ruolo determinante di programmazione commerciale e organizzazione degli orari, secondo precisi criteri. È quanto chiede una risoluzione presentata dal consigliere regionale Pd Tiziano Alessandrini

Riconoscere alla Regione e ai Comuni il ruolo determinante di programmazione commerciale e organizzazione degli orari, secondo precisi criteri. È quanto chiede una risoluzione presentata dal consigliere regionale Pd Tiziano Alessandrini, vice presidente della commissione apolitiche economiche. “Sul tema la Regione Emilia-Romagna ha sempre cercato di contemperare, in ambito comunale, le esigenze delle imprese della distribuzione commerciale con quelle dei dipendenti del settore", illustra Alessandrini.

"Il quadro normativo è stato modificato dal governo Monti che ha introdotto la liberalizzazione degli orari di apertura in tutti i Comuni. Eppure, ad oggi, i dati del settore confermano che nessuno degli obiettivi che la norma si era prefissata è stato raggiunto, né in termini di riduzione dei prezzi, né di aumento dei consumi o di incremento dell’occupazione”, chiosa l'esponente democratico.

“L’unico effetto vero di questa liberalizzazione - continua Alessandrini - è stato quello di creare un vasto movimento d’opposizione popolare a tutela dei diritti dei lavoratori del commercio, ma anche dei piccoli distributori commerciali, che ha portato alla presentazione di una Proposta di Legge alle Camere per la modifica dell’attuale normativa. Le Regioni, attraverso il presidente della Conferenza Vasco Errani, hanno espresso in più occasioni la loro contrarietà ad un’azione unilaterale da parte del Governo centrale e la Corte Costituzionale si è pronunciata affermando che, al fine di una nuova disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali, risulta necessaria una nuova normativa nazionale che però rispetti le competenze delle Regioni sulla regolazione delle attività economiche”.

Per queste ragioni, si legge nel documento, si chiede alla Giunta "di intervenire presso il Governo e il Parlamento per garantire la titolarità delle Regioni a definire i criteri generali di determinazione e coordinamento degli orari di apertura al pubblico dei servizi e degli esercizi commerciali e  l’omogeneità territoriale della disciplina oraria attraverso accordi fra i Comuni, le organizzazioni locali dei consumatori, delle imprese del commercio e dei lavoratori al fine di garantire il giusto equilibrio fra esigenze della rete distributiva e diritti dei lavoratori coinvolti, prevedendo comunque un numero minimo annuale di chiusure festive - recita la risoluzione -. Inoltre, occorre garantire la compatibilità territoriale ed ambientale della grande distribuzione commerciale e il recupero e politiche attive per le piccole e medie imprese già operanti sul territorio interessato, anche al fine di salvaguardare i livelli occupazionali reali".

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