Ora di religione, l'Idv: "Va rivista, ormai troppi vi rinunciano"

Per Cinzia Pagni, l'ora di religione va rivista. "Chi conosce la scuola italiana sa bene che il tema dell'ora di religione dovrà necessariamente essere affrontato e presto"

“La scuola italiana ha tanti problemi da affrontare e risolvere. Non vorrei mai che il dibattito sull'ora di religione offuscasse le difficoltà che gli scellerati tagli all'istruzione e alla cultura hanno prodotto in termini di efficienza e innovazione, oltre a precariato e non adeguata sicurezza degli edifici scolastici, solo per citarli alcuni”, è il pensiero di Cinzia Pagni, Capogruppo dell'Italia dei Valori nel Consiglio comunale di Cesena.

Tuttavia, per Pagni, l'ora di religione va rivista. “Chi conosce la scuola italiana sa bene che il tema dell'ora di religione dovrà necessariamente essere affrontato e presto. Nel Concordato del 1984 l’ora di religione da obbligatoria è divenuta facoltativa e questa apprezzabile trasformazione ha determinato, nel corso degli anni, un numero crescente di studenti che non si avvalgono di questa materia. Vale la pena sottolineare che l'opzionalità sull' attività alternative non trova l'adesione dei soli studenti di altre culture o altre religioni, anzi”.

E ancora: “I magri bilanci degli istituti non permettono però di organizzare reali attività alternative e troppi alunni ormai si trovano ad essere "posteggiati" in biblioteca, oscillando tra l'ozio e il gironzolare nei corridoi senza adeguata sorveglianza. Il numero crescente di questi studenti impone pertanto di trovare un'immediata e non più rinviabile soluzione e non chiusure a riccio o rigidità di fede, come ho letto in questi giorni”.
 

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E continua Pagni: “Ci sono numerose realtà scolastiche ,anche nella nostra regione, dove, a fronte di poche unità di studenti che rimangono in classe con l'insegnante di religione, i due terzi non hanno una risposta didattica alternativa,di pari dignità, adeguatamente sostenuta e guidata da un docente. Il rispetto della Costituzione italiana che il consigliere richiama nel suo intervento non deve limitarsi al solo art. 7 ma comprendere anche il rispetto di altri principi compreso quello di imparzialità e di pari dignità. Come si giustifica, mi chiedo, tanta disparità tra studenti uguali che frequentano una scuola statale pubblica? Perchè allora non pensare di mantenere l'ora di religione cristiana per coloro che ne fanno richiesta ma prevedere anche un'ora di storia delle religioni o di etica come disciplina alternativa, con docenti nominati dallo Stato?”

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